“Liberalizzazioni” Notai in rivolta: «Bersani ci cancella»

07/06/2007
    giovedì 7 giugno 2007

    Pagina 16 – Cronache

    I notai contro il ministro dello Sviluppo per l’esclusiva sulle compravendite di case

      Notai in rivolta: “Bersani ci cancella”

        Scontro con gli avvocati, che diventano potenziali concorrenti. Mastella è contrario

          FABIO POLETTI

          I notai contro il ministro Bersani. Gli avvocati contro i notai. I collaboratori degli uffici notarili contro il governo e gli avvocati. In questo tutti contro tutti che va avanti da giorni, si registra sullo stesso argomento anche un Clemente Mastella vs. Pierluigi Bersani. In un comunicato che arriva da via Arenula il «ministro della Giustizia Mastella dà parere negativo sulla norma che esclude l’intervento del notaio nella cessione degli immobili di valore catastale fino a 100 mila euro». Potenza delle liberalizzazioni del ministro dello Sviluppo Economico, il diessino Pierluigi Bersani che con un solo decreto è riuscito a far arrabbiare e talvolta a scendere in piazza tassisti, farmacisti, fornai, dentisti, baristi e adesso pure i notai. L’emendamento alle origini dell’ultima guerra tra categorie professionali potrebbe essere ritirato già oggi dal relatore Andrea Lulli dell’Ulivo, mentre il ministro Bersani sempre dell’Ulivo vorrebbe andare in aula per il voto: «La norma si farà. Sicuramente verrà un vantaggio al consumatore».

          In ballo – sostengono i notai – «c’è il nostro stesso futuro». Dopo aver tolto la titolarità ai notai della registrazione della compravendita delle automobili, l’ultimo emendamento vorrebbe allargare ad altre professioni la registrazione delle transazioni immobiliari sotto ai 100 mila euro del valore catastale. «Sono il 95% delle nostre attività…», lamentano i notai. Che attraverso il presidente del Consiglio Nazionale del Notariato Paolo Piccoli, hanno preso carta e penna e su alcuni quotidiani hanno fatto apparire annunci a pagamento dai toni apocalittici in cui si chiede l’intervento del Presidente della Repubblica e dei Presidenti delle Camere: «Lo scardinamento del sistema giuridico posto a tutela dei cittadini e della convivenza civile non può attuarsi con un emendamento». Immediata la replica degli avvocati milanesi che si sentono tirati in ballo e replicano a tono: «E’ allarmismo definire finalità eversive all’emendamento sul disegno di legge sulle liberalizzazioni del ministro Bersani». In questo botta e risposta destinato a continuare, con i notai si schierano i collaboratori degli uffici, impiegati ed impiegate che temono la perdita del posto di lavoro. Maurizia Bertoncino dello studio notarile Anzalone di Torino, sta raccogliendo adesioni a una petizione per fare pressione sul ministro Bersani: «Dopo che è passata la normativa sulla registrazione auto, migliaia di dipendenti di uffici notarili hanno perso il lavoro. La nostra preoccupazione è legata al futuro di 60 mila lavoratori». Nella petizione che gira via mail, le impiegate che ci tengono a non essere definite «ochette» – «Abbiamo tutte una elevata capacità e specializzazione professionale», assicurano – chiedono la solidarietà delle dipendenti di altri studi professionali. Segno di una protesta che si allarga. Termometro di un decreto che sembra continuare a registrare più opposizioni che consensi, tanto da minarne il futuro in parlamento.

          Federico Solimena, notaio a Genova, assicura che è soprattutto un problema di «diritto e di equità». Spiega: «Gli avvocati sono di per sè di parte. Fare il notaio vuol dire essere soprattutto imparziale. Noi non facciamo gli interessi di un cliente, ma garantiamo l’applicazione di norme dello Stato». Dal notaio genovese, che pure si dice d’accordo nell’aver tolto a lui e ai suoi colleghi la titolarità della registrazione delle pratiche di compravendita delle auto, arriva alla fine un attacco al ministro, l’ennesimo: «Bersani confonde i ruoli, quando dice di voler andare addosso alle caste. Non è un problema di difesa dele nostre prerogative, per noi è soprattutto un problema di salvaguardia delle nostre funzioni». E sul tavolo, i notai che si riuniscono domani a Roma in un convegnoorganizzato dalla Fondazione Nazionale sul Notariato proprio sulla «Prassi della contrattazione immobiliare», mettono i dati del peso economico del contenzioso civile. In Italia si aggira attorno all’1,7% del Pil. Per non parlare delle imposte sugli atti immobiliari versate allo Stato, senza alcun aggio, che nel 2005 sono ammontate a 5 miliardi di euro, pari allo 0,35 del Pil.