Liberalizzazioni, in arrivo un’altra «lenzuolata»

04/06/2007
    sabato 2 giugno 2007

    Pagina 13 – Economia & Lavoro

    Liberalizzazioni, in arrivo un’altra «lenzuolata»

    Al Festival dell’Economia, Bersani fa il bilancio delle riforme di un anno e annuncia nuovi interventi

    di Luigina Venturelli inviata a Trento

      LENZUOLATE – «Ci penso sempre il lunedì quando sono dal barbiere». Se a parlare è Pierluigi Bersani si tratta, ovviamente, delle liberalizzazioni: delle lenzuolate già avviate o in dirittura d’arrivo «che cambieranno un’enormità di cose in questo Paese, se non usciranno snervate dall’iter parlamentare». Partendo dagli spunti elaborati nel suo pensatoio preferito,ormai assunto a simbolo dell’azione riformatrice che sta riducendo i vincoli delle attività commerciali(comel’eliminazione del tradizionale giorno di chiusura dei parrucchieri), il ministro dello Sviluppo economico tenta dal Festival dell’Economia di Trento un primo bilancio delle riforme effettuate dopo un anno di governo. «Le liberalizzazioni fatte fin qui hanno risolto qualcosa oppure no?».

        La risposta affermativa viene dai numeri. Nel settore dell’Rc-auto «a tre mesi dall’introduzione dell’ indennizzo direttosonogià stati liquidati il 40% degli incidenti, entro 30 giorni e senza contenzioso ».Abreve la percentuale potrebbe addirittura salire al 60%, raggiungendo livelli d’efficienza a cui gli automobilisti nostrani non sono mai stati abituati: «Non sembra neanche d’essere in Italia» commenta Bersani. Nel comparto del commercio «è aumentata la grande e media distribuzione, ma sono cresciuti anche i piccoli esercenti, inventando nuovi emigliori
        servizi per i propri clienti. Nel frattempo siamo a 2.400 panetterie
        aperte senza licenza».

        Il ministro difende a spada tratta anchegli interventi finora più contestati,
        come la cancellazione dei costi di ricarica dei cellulari, che ha fatto lamentare agli operatori perdite milionarie: «Si tratta di un problema concettuale,comequello del massimo scoperto in banca e dei mutui: il consumatore deve pagare solo quello che consuma, non l’accesso al servizio. L’utente italiano non ha l’anello al naso, e se è pigro lo svegliamo un po’ noi».

        Nel giorno successivo allo sciopero dei tassisti, Bersani riserva parole di comprensione alla categoria: «I tassisti, come i benzinai, protestano con i mezzi che hanno. Ci sono invece categorie che parlano meglio l’italiano, a cui basta aggiungere un comma qua e là: a pensarci, mi vien voglia di andare con tassisti e benzinai». Insomma: molto resta ancora da fare e l’agenda di Bersani per i prossimi mesi è piena. «Ci sarà anche la seconda lenzuolata di liberalizzazioni – promette – entro poco tempo arriverà la delega dal parlamento. Intanto alle Camere ci sono già 60articoli e sette leggi in discussione».

        Laplatea di Trento, oltre agli addetti ai lavori, vanta anche molti giovani,
        curiosi di ascoltare dal vivo quello che solitamente sentono al telegiornale. Per questo il resoconto non può fermarsi ai numeri e alle
        argomentazioni di settore. Le liberalizzazioni sono anche alta politica:
        «Riguardano la crescita civica – insiste Bersani – riguardano una società più giusta e più aperta, mandano un messaggio culturale: il cittadino deve avere la schiena dritta e deve essere trattato bene, se un giovane sa fare un mestiere devepoterlo fare e la burocrazia deve essere al servizio della gente». È anche questione di stare al passo con i tempi: «Conla globalizzazione, senza possibilità di controllo diretto, ogni cosa diventa difficile da normare. Per questo vince chi ha più spirito civico».

        Su questi temi – dice il ministro – il consenso è in continua crescita. Cosa che non può dirsi per l’azionedel governo. «Il Dpef è l’occasioneper fare i puntidi navigazione e rilanciare l’azione programmatica. Credo che verrà fuori una linea molto semplice». Secondo Bersani bisogna «dare spinte ulteriori alla crescita e occuparsi dei bisogni sociali più acuti».