Liberalizzazioni, destra illiberale

21/03/2007
    mercoledì 21 marzo 2007

    Pagina 14 – Economia & Lavoro

    Liberalizzazioni, destra illiberale

      Si avvicina il voto. Domani a Roma i consumatori a sostegno del governo

        Milano

        OSTRUZIONISMO – «Gli italiani quelle norme le vogliono e noi siamo determinatissimi a fargliele avere». Lo ha detto il ministro Bersani, autore del decreto liberalizzazioni, appena rientrato da Londra, dove aveva avuto un incontro con la comunità finanziaria inglese. Ma intanto il dibattito alla Camera è andato avanti a rilento per l’ostruzionismo della Cdl e, malgrado i tentativi, non si è vista traccia di un ripensamento da parte del centrodestra. In compenso Bersani incasserà l’ennesima prova di solidarietà dalle associazioni dei consumatori. Adusbef e Federconsumatori hanno infatti indetto una protesta proprio davanti al Parlamento per domani, giovedì, «contro il boicottaggio e l’ostruzionismo del centro-destra». In una nota le associazioni dei consumatori hanno spiegato che «il centrodestra, dopo aver speso le migliori energie del precedente governo per tutela degli interessi privati dell’ex presidente del Consiglio, una volta all’opposizione si sta battendo contro tutti i cittadini per tutelare interessi di poteri forti e corporazioni».

        Il centrosinistra ha cercato anche ieri la via della mediazione per accelerare i tempi, cambiando il parere su alcuni emendamenti al decreto nella parte che riguarda la riforma della scuola. Ma il tentativo di dialogo è stato vano: il centrodestra, come sta facendo da circa dieci giorni, è intervenuto massicciamente su ogni emendamento in discussione. Così la seduta si è chiusa senza giungere alle conclusioni, che dovrebbero comunque arrivare oggi con le dichiarazioni di voto e domani con il voto finale.

        Il decreto passerà quindi all’aula di Palazzo Madama la prossima settimana, dopo il voto sulle missioni all’estero. La decisione è stata presa dalla conferenza dei capigruppo del Senato (il provvedimento scade il 2 aprile). Proprio i pochi giorni a disposizione dei senatori per esaminare il decreto hanno fatto scattare l’ennesima protesta della Cdl: troppo pochi cinque giorni per leggere e dibattere in commissione e in aula.

        «L’Aula – ha replicato Roberto Giachetti dell’Ulivo – sta esaminando il decreto legge sulle liberalizzazioni già da dieci giorni per l’ostruzionismo di una parte dell’opposizione. Il governo ha deciso di non porre la fiducia e di andare avanti. Ora Forza Italia non può chiedere che in quest’Aula si votino altre cose e lamentare poi, allo stesso tempo, che il decreto arriverà al Senato troppo a ridosso di scadenza». «Continuano a intervenire – ha commentato Gennaro Migliore, capogruppo di Rifondazione – perchè vogliono alzare continuamente l’asticella e creare in questo modo una turbativa al governo su un provvedimento popolare».