Liberal Ds: «Flessibilità, avanti senza tabù»

14/02/2002





I liberal ds – Debenedetti: ripristinare la fiducia tra le parti sociali
�Flessibilit�, avanti senza tab�
TORINO – La componente liberal dei Ds, quella almeno che si riconosce nell’associazione "Libert� Eguale", non si oppone alla modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. E, pur tra precisazioni e richieste di cambiamento dell’impostazione del governo, ribadisce l’assoluta necessit� di procedere sulla strada della flessibilit�. Lo ha sostenuto il senatore Franco Debenedetti, al termine di un convegno che ha riunito al castello di Rivoli (Torino) i rappresentanti degli imprenditori, del sindacato e della finanza. In particolare Debenedetti ha sottolineato che occorre aumentare l’efficienza del sistema. Ma occorre anche ripristinare la fiducia tra le parti e i sindacati devono rendersi conto che, per le imprese, i lavoratori a tempo indeterminato rappresentano il massimo dell’efficienza e, di conseguenza, non hanno alcun interesse ad approfittare di una maggior facilit� nei licenziamenti. Il senatore ha invece criticato il governo perch� le modifiche previste per l’articolo 18 creano differenze, all’interno delle aziende, tra chi ha la tutela e chi non ce l’ha. Ma Michele Salvati, anch’egli esponente di "Libert� Eguale", ha ricordato che gi� adesso, nella pratica, nelle aziende si ricorre a licenziamenti individuali. Dunque via libera alle modifiche, purch� – ha precisato il senatore Enrico Morando – si costituisca un sistema di ammortizzatori sociali basato sul modello dei Paesi dell’Europa del Nord. Un sistema che in Italia non c’� e che comporta costi elevati, per passare dalla tutela sul posto di lavoro alla tutela nel mercato del lavoro. Pienamente d’accordo sulla necessit� delle modifiche anche Sergio Rodda, presidente dell’Api di Torino, secondo cui occorre anche �superare la contrattazione spinta che determina mezze riforme che non risolvono i problemi�. Ma Giuseppe De Maria, presidente dei commercianti subalpini, ha invitato a non spaccare il Paese su un tema come l’articolo 18 che, soprattutto al Nord, ha un’incidenza limitata. �Meglio affrontare temi pi� importanti – ha aggiunto – come i contratti territoriali. E magari rimodelliamo l’intero Statuto dei lavoratori e creiamo uno statuto ad hoc per le mini imprese�. Anche Andrea Pininfarina, presidente dell’Unione industriale di Torino, ha chiesto di ampliare il discorso della flessibilit� ad altri strumenti, non limitandolo a un articolo che pu� produrre pi� costi che benefici, e puntando soprattutto su logiche di incentivazione. Dal convegno � infine emersa una proposta di Alfonso Desiata, presidente dell’Ania, per innalzare l’et� lavorativa favorendo per� un’uscita graduale, in base alle esigenze dei lavoratori anziani. A.Gr.

Gioved� 14 Febbraio 2002