Libera la domenica, si punta a 50mila firme

22/11/2012

CAMPOBASSO. Continua la mobilitazione in vista dell`iniziativa che domenica 25 novembre vedrà nelle piazze e davanti alle chiese i banchetti per la raccolta di firme contro l`apertura domenicale di negozi e ipermercati. Promossa dalle associazioni Federstrade, Commercio Attivo, Confesercenti e dai sindacati di categoria (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs), ha raccolto anche l`adesione della Cei. Giancarlo Bregantini, presidente della Commissione lavoro, giustizia e pace della conferenza episcopale e arcivescovo di CampobassoBoiano, ha ribadito, nel corso di una conferenza stampa, che «l`apertura domenicale deve essere l`eccezione, non la regola» e sottolineato anche che in molti Paesi i negozi la domenica restano chiusi. L`obiettivo principale della raccolta di firme è l`abrogazione della legge che lo scorso anno ha liberalizzato gli orari di apertura degli esercizi commerciali. «E non è una battaglia per la Messa», ha tenuto a precisare Bregantini in risposta alle critiche di chi vorrebbe poter fare la spesa sempre, senza tener conto che dietro banconi e casse e nei magazzini ci sono padri e madri che vorrebbero passare la domenica in famiglia, come è giusto che sia. L`arcivescovo ha poi elencato i motivi principali a sostegno della battaglia contro l`ingiusta legge: le persone hanno innanzitutto bisogno di riposo; una mamma che deve lavorare, inoltre, non può stare con i figli nell`unico giorno in cui sono a casa; infine, la liberalizzazione non ha dato benefici e i negozi sono sempre in difficoltà. «Per questi tre motivi ha concluso Bregantini – chiediamo un ripensamento della legge. Non chiediamo che i negozi siano sempre chiusi, ma che vengano regolamentati. La competenza torni a livello locale, in modo che la decisione sulle aperture venga presa solo di fronte a necessità concrete». Dal canto loro i promotori dell`iniziativa puntano a raccogliere «50mila adesioni» e hanno annunciato la pubblicazione imminente di un libro con centinaia di testimonianze di persone, commercianti e commesse che spiegano le loro ragioni a sostegno della domenica libera.