L’hotel «chiude» e aspetta il 2004

29/09/2003



      Lunedí 29 Settembre 2003

      Alberghi




      L’hotel «chiude» e aspetta il 2004

      Secondo una ricerca Databank, l’anno registrerà una flessione degli arrivi e dei ricavi delle camere


      Alberghi «alla finestra» anche nel 2003 in attesa di una ripresa; la tendenza negativa di arrivi e fatturato dovrebbe mantenersi per tutto l’anno, alla luce, in particolare, della forte passività della domanda estera. «Qualche spiraglio di ripresa – anticipano alla Federalberghi di cui domani saranno diffusi i dati aggiornati sul settore – finalmente si intravede a partire dal 2004: ad alimentare prospettive più incoraggianti è soprattutto la componente estera. Dalla clientela americana e giapponese, quella che fa la differenza dal punto di vista economico, cominciano ad arrivare le prime prenotazioni». Le previsioni Databank. Anche i dati di una recente ricerca Databank sugli esercizi alberghieri confermano le attese non soddisfacenti per l’anno in corso: il fatturato alberghiero dovrebbe restare fermo intorno ai 21,4 miliardi di euro +(0,4%). Per la fine 2003 si prevede un calo degli arrivi dello 0,8% (da 67 a 66,5 milioni), così come delle presenze (-1,2% da 234,4 a 231,5 milioni) e della permanenza media (intorno a tre giorni e mezzo). Tutto ciò si dovrebbe tradurre in una contrazione dei ricavi da pernottamenti dello 0,4% (da 11,1 miliardi a 11 miliardi di euro), controbilanciata tuttavia dalle entrate di altri comparti del mercato alberghiero. Infatti, se oltre la metà del mercato alberghiero è rappresentato dalla vendita di camere, oltre un terzo è dato dalla ristorazione (7,75 miliardi di euro nel 2003, con un aumento dell’1,3%) mentre il 12% viene da altri servizi, come l’affitto delle sale congressuali o i telefoni (+1,2% nel 2003 a 2,6 miliardi). L’andamento 2003. A pesare maggiormente sui conti del 2003 è il primo semestre, con le presenze trascinate in zona negativa (-3%) principalmente dal calo della clientela internazionale (-5%), e una drastica riduzione sia del tasso di occupazione delle camere (-7,3%) sia dei ricavi medio per camera (-1,5%). A riequilibrare parzialmente il giro d’affari dell’industria alberghiera è il bilancio della stagione estiva, dove però i clienti più fedeli si sono rivelati gli italiani piuttosto che gli stranieri; tanto più che quest’anno – complice la situazione economica e il senso di insicurezza internazionale – era dato in diminuzione anche il numero di connazionali che abitualmente si orientano su mete oltreconfine per le proprie ferie estive (da 4,8 milioni a 4,5 milioni su oltre 23 milioni di persone che tra luglio e settembre fanno almeno una vacanza lunga, secondo il Touring club italiano). I fattori di successo. In attesa della svolta, fondamentali restano per gli esercizi alberghieri alcuni fattori competitivi. «Tra questi – spiega Antonio Rana autore della ricerca Databank – la criticità dell’insediamento e dell’ubicazione territoriale, le strategie di fornitura del prodotto e del servizio alberghiero in funzione del rapporto qualità/prezzo, la capacità di dotarsi di standard adeguati per affiliarsi a gruppi e consorzi, le scelte di trade marketing, le politiche di promozione e di comunicazione. E nelle politiche di vendita, lo sviluppo di Internet e, per esterndere gli ambiti di mercato, il collegamento con tour operator e canali specializzati nel turismo d’affari».

      ROSSELLA CADEO