L’Fmi: “La crisi ha bruciato 30 milioni di posti di lavoro”

02/11/2010

La crisi economica ha distrutto 30 milioni di posti di lavoro nel mondo, ora l’occupazione deve diventare «la priorità della nuova mondializzazione». E il G20 deve fare di più per rafforzare la vigilanza sul sistema finanziario internazionale. Sono i due appelli che ha lanciato ieri con forza il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, intervenendo al Forum internazionale dello sviluppo umano che è iniziato ieri ad Agadir, nel sud del Marocco, e si concluderà oggi.
Secondo le previsioni, ha ammonito Strauss-Kahn il mondo rischia di perdere «nei prossimi anni 400 milioni di posti». Ecco perché sottolinea il direttore del Fmi «la prima priorità è l’occupazione». Al forum, dove partecipano oltre 1.500 esperti internazionali, Strauss-Kahn è tornato poi sul tema delle regole finanziarie: «Il G20 deve fare di più per rafforzare la vigilanza sul sul settore bancario internazionale. Si possono avere le migliori regole del mondo ma se non si vigila sulla loro attivazione, allora è tutto inutile».
Sui mercati le parole di Strauss-Kahn hanno avuto l’effetto di aumentare nervosismo e volatilità soprattutto in Europa: complici i ribassi dei titoli di banche e assicurazioni, Milano (-1,24%) e Madrid (-1,51%) hanno chiuso in rosso di oltre un punto percentuale. In particolare a Piazza Affari soffrono le grandi banche, Unicredit (-3,63%), Intesa Sanpaolo (-1,48%) e Banco Popolare (-2,33%). Nelle assicurazioni la maglia nera va ai titoli della famiglia Ligresti, con la holding Premafin che cede il 6,14% e FonSai (-5,16%), colpita da vendite sulle voci di un possibile aumento di capitale. Leggermente positivi, invece, gli indici di Francoforte (+0,05%), Parigi (+0,2%), e Londra (+0,34%) che hanno beneficiato di alcuni dati macroeconomici americani. Primo fra tutti l’indice Ism, che monitora l’andamento del settore manifatturiero negli Usa, salito a 56,9 a ottobre, ai massimi dal maggio scorso e oltre le attese degli analisti che stimavano un livello di 54. L’Ism ha dato forza anche al dollaro: ieri l’euro è sceso sotto quota 1,39 sulla valuta Usa.
Ma dopo l’entusiamo per l’Ism, a far arretrare gli indici di Wall Street ci ha pensato la banca d’affari Jp Morgan finita sotto la lente della Sec, la Consob americana. L’ente di vigilanza sui mercati Usa ha infatti aperto un’inchiesta per accertare se Jp Morgan permise all’hedge fund Magnetar Capital di acquistare inopportunamente per 1,1 miliardi di dollari la fetta più rischiosa di uno strumento derivato su asset garantiti dai mutui subprime. La notizia ha fatto cedere a Jp Morgan oltre il 2% in Borsa e a New York l’indice Dow Jones ha chiuso in parità (+0,06%) e il Nasdaq in calo dello 0,10%. Tra i finanziari male anche Ambac che è arrivato a perdere fino al 40%. Una nota positiva è arrivata dall’assicurazione Aig che ha raccolto quasi 37 miliardi dalla vendita di due compagnie (Alico e Aia) e utilizzerà i soldi per rimborsare il Tesoro. Ora a Wall Street guarda alle mosse della Fed. Domani si riunirà la Banca centrale Usa per prendere decisioni su costo del denaro e misure a sostegno dell’economia. Secondo gli analisti, la Federal Reserve acquisterà bond federali tra i 500 e i 750 miliardi di dollari.