L’ex sindacalista del Pd È FINITO UN MODELLO

10/09/2010

di Paolo Nerozzi
La disdetta del contratto dei metalmeccanici da parte di Federmeccanica è un fatto grave. Raccoglie l’invito dell’amministratore delegato Sergio Marchionne, lanciato a seguito della vertenza Fiat e in coerenza con il pensiero del manager dell’azienda di Torino secondo il quale dopo i processi di globalizzazione nulla è più come prima e l’unico riferimento, per quello che riguarda le condizioni di lavoro delle persone non solo quelle economiche ma anche di ritmi di lavoro, orari, sicurezza, sono dettate dalle regole determinate dalla concorrenza globalizzata. Questa, che è la riproposizione del modello americano, è la fine non solo del contratto nazionale ma anche del ruolo di mediazione da parte delle forze sociali che è stato il perno delle relazioni sociali dalla fine dell’Ottocento ad oggi in Europa. La fine della mediazione sociale e, quindi, la messa in discussione del ruolo storico del sindacato, non solo avrà riflessi sulle condizioni di vita materiale dei lavoratori, ma rompe quella prassi di conflitto regolato che è stato determinante anche per lo stesso assetto democratico in Italia e in Europa. La crisi della mediazione sociale non può non interagire con la mediazione politica. E una delle sue espressioni più importanti è rappresentata dal patto del welfare. Questo è così vero che negli Stati Uniti guidati da Barack Obama per correggere quel modello, che Marchionne oggi ci propone in Italia, si è intervenuto massicciamente con risorse pubbliche su sanità, incentivi per l’occupazione e aiuti economici di Stato per le grandi imprese a partire dal settore dell’auto. E i governi europei, quelli francese e tedesco e perfino quello serbo, sono intervenuti con aiuti pubblici a sostegno dell’auto. Il governo italiano nulla ha fatto per dare risposte ai problemi prodotti dai processi di globalizzazione per sostenere l’industria italiana e in difesa dei redditi da lavoro dipendente, ma a parte il Pd e le forze d’opposizione nessuno ne parla. Se la crisi della mediazione sociale rompe processi importanti di coesione, ha anche come riflesso sul terreno politico il rafforzarsi di proposte politiche populiste e neoautoritarie. Il centrosinistra non deve considerare la crisi delle relazioni sindacali semplicemente come un incidente fastidioso ma deve
riflettere sull’impresa, sulle condizioni dell’economia e delle persone nel nostro
Paese. Sono temi che riguardano direttamente la nostra ragion d’essere. Post Scriptum: la Volkswagen e l’industria francese dell’auto hanno sfornato in questi anni molti modelli d’auto innovativi e hanno investito molto sull’innovazione tecnologica e ambientale, non sarà anche questa una ragione della difficoltà attuale dell’industria italiana o sono solo il costo del lavoro o le condizioni di lavoro il problema?