L’evasione da spiaggia vale 20 milioni

13/08/2010

Appena passata l’ondata delle verifiche "balneari" annunciate dell’agenzia delle Entrate, ecco quelle della Guardia di Finanza. Come ogni anno, una doppietta micidiale mette al tappeto migliaia di evasori. Anche se a ogni ferragosto sembrano risorgere.
I dati diffusi ieri dal comando generale si riferiscono a un’azione che va avanti dall’inizio dell’estate: 600 verifiche e controlli su alberghi, affittacamere, villaggi turistici e campeggi (121), ristoranti e pizzerie (218), bar e gelaterie (125), stabilimenti balneari (108), discoteche e locali da ballo (14) e sale giochi (9).
Tra questi, sono saltati fuori, tutti al Centro-Sud, ben 43 evasori totali, pur operando alla luce del sole e percependo consistenti guadagni: 4 affittacamere, 23 fra ristoranti e pizzerie, 5 bar, 7 sale da ballo e 4 commercianti al dettaglio di articoli sportivi, per un’evasione complessiva pari a circa 20 milioni di euro di redditi non dichiarati e ad oltre 2,6 milioni di Iva evasa.
Nel 2009 l’azione della Finanza era stata già intensa, con mille controlli sulle attività tipiche della stagione: alberghi e affittacamere (256 verifiche), ristoranti e pizzerie (237), bar e gelaterie (204), stabilimenti balneari (181), villaggi turistici (47), campeggi (26) e discoteche (24). L’evasione complessiva aveva toccato i 50 milioni di redditi non dichiarati, oltre a circa 13 milioni di Iva evasa. Più in dettaglio, tra i casi clamorosi, va segnalato quello di un ristorante nel nuorese completamente abusivo, senza nessuna autorizzazione sanitaria e senza aver mai presentato alcuna dichiarazione dei redditi. Qui, oltre ai problemi fiscali, sono emersi anche quelli igienico-sanitari.
Alcuni operatori, poi, per risparmiare, in tempi di crisi, 23 fra gestori di stabilimenti balneari e circoli nautici del siracusano hanno omesso di pagare l’ Ici per 650mila euro.
Sempre largamente praticato il salto dello scontrino, sport amatissimo dagli evasori balneari: le fiamme gialle hanno rilevato quasi 1.100 casi di mancata emissione di scontrini o ricevute sui litorali, che hanno riguardato 450 ristoranti e pizzerie, 326 bar e gelaterie, 155 stabilimenti balneari e 58 alberghi e affittacamere.
Il capitolo del lavoro nero è ancora più allarmante: 90 sono state in tutto le imprese del settore turistico che hanno fatto ricorso a manodopera irregolare, individuate principalmente in Liguria (21 casi), Sicilia (17), Puglia (16), Calabria (11) e Toscana (5). 220 sono stati i lavoratori irregolari nel complesso individuati, di cui 177 completamente in nero. Sui tutti spicca il caso di una discoteca del litorale ligure, dove nessuno dei 16 lavoratori era in regola tra camerieri, baristi e buttafuori.
Sempre esemplare il comportamento dei proprietari immobiliari dei centri di vacanza: con 150 controlli effettuati principalmente in Puglia, Sardegna, Lazio, Sicilia, Toscana, Liguria, Emilia Romagna e Calabria sono emersi affitti in nero per oltre 1 milione di euro, con due evasori totali di Cervia, proprietari di 37 appartamenti. Nel 2009 l’ammontare degli affitti in nero scoperti, invece, era stato pari a circa 700mila euro.
Da ultimo, la lotta alla contraffazione e al commercio abusivo in spiaggia, nel solo periodo di luglio e i primi giorni di agosto, ha portato a denunciare 639 venditori abusivi e sequestrare quasi 3 milioni di pezzi fra prodotti contraffatti, supporti audio/video pirata, falsi "made in Italy" e merci pericolose. Nello stesso periodo del 2009 le denunce erano state 760 e i prodotti sequestrati 2 milioni.