L’Europa unita da “Big Mac”

09/01/2002








L’Europa unita da ‘Big Mac’

MILANO — C’è chi, con l’arrivo dell’euro, ha scelto di andare controtendenza: anzichè arrotondare i prezzi per eccesso, ha deciso di diminuirli. E’ McDonald’s Italia ad avere scelto questa politica, come spiega Alfredo Pratolongo, responsabile della comunicazione per l’Italia. «Ci vantiamo di offrire il miglior rapporto tra qualità e prezzo, quello che noi chiamiamo ‘value’. In occasione del changeover, diminuendo i prezzi dei nostri prodotti, facciamo sì che il cliente ne percepisca meglio il valore».
Che ribasso avete deciso?
«I prezzi sono scesi mediamente del 2%».
Avete approfittato del changeover per migliorare la vostra immagine…
«Era il momento giusto. D’altra parte il nostro target primario di clienti è costituito da una fascia di persone tra i 20 e i 35 anni. Il messaggio che mandiamo loro è il seguente: cambia la moneta ma non cambiano i nostri valori».
A costo di diminuire il margine di guadagno?
«Sì, perchè il nostro business è molto semplice: noi lavoriamo con margini bassi e volumi molto elevati. Ecco, perchè il rapporto qualità-prezzo deve essere sempre conveniente e perchè noi scegliamo una politica dei prezzi aggressiva».
In tutti i Paesi di Eurolandia è diminuito il Big Mac?
«Dove è stato possibile è diminuito. Altrimenti non è aumentato».
L’euro rischia di essere per voi un affare?
«Abbiamo investito 20 miliardi di lire in questa conversione di moneta. Abbiamo iniziato a prepararci due anni fa. Conversione informatica e preparazione del personale sono stati i due momenti più importanti. I nostri ristoranti sono dei fast food: i clienti hanno aspettative elevate, non potevamo perdere questa battaglia».
Neppure quella dei resti?
«Dal 1°gennaio McDonald’s si è impagnata a dare il resto in euro. E oltre il 40% dei clienti ha pagato con la moneta europea. Non male come inizio, vero?».
Flavia Baldi