L´euro riavvicina imprese e sindacati

06/06/2005
    sabato 4 giugno 2005

      Pagina 11 – Economia

        Tutti schierati a difesa della moneta unica al convegno dei Giovani di Confindustria: evitato il rischio-Argentina
        L´euro riavvicina imprese e sindacati
        Montezemolo e Epifani d´accordo: una sciocchezza pensare di abolirlo

          DAL NOSTRO INVIATO

            SANTA MARGHERITA – La difesa dell´euro rinsalda l´asse sindacati-Confindustria. La proposta del ministro Maroni di tornare alla lira ha trovato un coro di no degli imprenditori. E il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, l´ha definita «una sciocchezza». Così al tradizionale convegno dei Giovani di Confindustria è la diatriba tra lira ed euro a tenere banco. Ma senza che la provocazione leghista trovi un qualche sostenitore.

            D´altra parte è proprio sull´euro che imprese e sindacati hanno scommesso all´inizio del nuovo secolo per provare ad uscire dai difetti strutturali della nostra economia. Resta il fatto – è il ragionamento raccolto tra gli imprenditori riuniti a Santa Margherita Ligure – che la doppia bocciatura francese e olandese alla Costituzione europea obbliga tutti a rilanciare, aggiornandolo, il progetto dell´integrazione. Ed è proprio questa la tesi sostenuta anche dal presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, in una dichiarazione al britannico Times, nella quale ha avanzato anche la proposta di una politica industriale europea. «Anche se i no alla Costituzione europea rappresentano un fatto negativo – ha detto Montezemolo – paradossalmente si crea l´opportunità di rilanciare l´Europa su basi diverse. Io credo in una Europa forte, ma meno burocratica e più vicina ai cittadini. Abbiamo bisogno di una politica estera comune, ma anche di una politica industriale comune, non solo di una politica commerciale».

            Maroni, secondo il numero uno del gruppo Pirelli-Telecom, Marco Tronchetti Provera, ha sbagliato obiettivo: al contrario va ritrovata la passione europeista per aggiornare il modello di sviluppo continentale. «Tutti – ha detto Tronchetti – si sono preoccupati di costruire l´unità monetaria dimenticandosi delle riforme strutturali necessarie. Così la fiducia dei cittadini nell´Unione economica è venuta meno. Ed è stato difficile, in questo modo, sviluppare un sentimento positivo verso l´Ue. A caldo – ha aggiunto – ci sono state reazioni emotive che non hanno tenuto conto di alcune questioni di fondo e cioè che l´Unione europea non è riuscita, in una fase di crisi economica strutturale, a costruire un modello vincente». Anche Mario Moretti Polegato, fondatore della Geox, si è detto «molto, molto preoccupato» per la proposta di Maroni. «Pensare di tornare indietro nella storia mi sembra un´utopia». Più in dettaglio Anna Maria Artoni, neo presidente degli imprenditori dell´Emilia Romagna, ha ricordato che l´euro ha dato all´Italia «un´ inflazione più bassa e la possibilità di affrontare la crisi di questi anni». Ragionamento analogo dal suo successore alla guida dei Giovani imprenditori, Matteo Colaninno, per il quale il risanamento dei conti pubblici è stato possibile, negli anni passati, grazie alla rincorsa verso la moneta unica. Durissimo il commento di Epifani: «Se in questa fase avessimo avuto la lira, con questo governo, saremmo ripiombati nell´ Argentina di qualche anno fa. Per fortuna abbiamo l´euro e dobbiamo anche tenercelo ben stretto».
            Sarcastico, infine, il presidente della Bnl, Luigi Abete: «Abbandonare l´euro è la più grande stupidaggine che ho letto sui giornali nell´ultimo secolo».

              (r.ma.)