L’euro regala migliaia di posti di lavoro in affitto

14/01/2002






Per gli operatori molti verranno poi assunti a titolo definitivo. Gli stipendi vanno da 900 euro in su

L’euro regala migliaia di posti di lavoro in affitto


Selezioni nelle agenzie specializzate: richieste da istituti di credito, autostrade e ipermercati

      ROMA – L’euro tira l’occupazione. Almeno quella temporanea. Le società che impiegano lavoratori in affitto stanno per aprire una seconda grande selezione, dopo quella che nell’autunno scorso ha portato alla selezione di migliaia di nuovi occupati. Obiettivo: far fronte a una seconda ondata di richieste di personale nei settori del credito e della grande distribuzione, i più «provati» dall’arrivo dell’euro. Il boom, del tutto inaspettato, potrebbe essere stato causato da una sottovalutazione, soprattutto da parte delle aziende di medie e piccole dimensioni, delle difficoltà causate dall’arrivo dell’euro. Necessario dunque correre ai ripari. Inoltre presto sarà tempo di redigere i bilanci societari e saranno necessarie figure adeguatamente preparate.

      L’APPELLO – L’invito agli eurolavoratori di buona volontà è stato lanciato dall’agenzia di lavoro interinale Metis che sta cercando 5 mila lavoratori da affittare, il 50% in più della richiesta registrata alla fine del 2001. Si cercano 2.500 persone tra addetti agli sportelli (500), addetti al back office (1.000) e operatori di call e web center (1.000). Per la grande distribuzione l’agenzia cerca 2.500 lavoratori tra cassieri (800), commessi (350), hostess-steward euro (450) e addette sui pattini (900).
      Intanto i lavoratori assunti a novembre-dicembre potrebbero prorogare il loro impegno oltre febbraio-marzo. E per un 20 per cento, la parte più qualificata, potrebbe persino arrivare l’assunzione. E’ quanto prevede Adecco, la più grossa società presente in Italia, che nella selezione autunnale ha cercato 10 mila persone (tutti diplomati, la maggior parte laureati) impiegandone poi 8 mila in istituti di credito (60%), caselli autostradali, società di telecomunicazione e trasporti, ipermercati e grande distribuzione (40%). Le figure richieste erano (e sono) sportellisti,
      data-entry , operatori di call-center , esattori, assistenti di biglietteria, tecnici informatici, cassieri e contabili. «Nel nostro caso – spiega Manlio Ciralli, direttore marketing – non abbiamo avuto molte nuove richieste. Le grandi aziende hanno provveduto per tempo a impiegare personale in più. Del resto la formazione richiede tempi adeguati per essere all’altezza della situazione». I corsi di formazione vanno dalle 120 alle 160 ore, e sono quindi più lunghi di quelli abituali. La preparazione infatti, spiegano i selezionatori, è abbastanza delicata, perché bisogna far entrare in confidenza i neoassunti con una nuova moneta, oltre che far loro acquisire un nuovo mestiere.

      LA PAGA – Ma quanto guadagna un «eurolavoratore»? Né più né meno di un suo collega, in base ai parametri del contratto di settore: per la grande distribuzione si va da 929,62 (un milione 800 mila lire) a 1.136,20 (due milioni 200 mila circa); per il settore bancario si va da 1.342,79 (due milioni 600 mila lire) a 1.807,60 (tre milioni 500 mila circa). Paghe più contenute per l’operatore di un call-center o l’addetto allo sportello-informazioni.
      Proprio di questi ultimi ci sarebbe ancora molto bisogno secondo Manpower, agenzia presente in 54 Paesi del mondo, che in autunno ha collocato 2 mila lavoratori (età media: 25-30 anni, donne al 60%). «E’ gente che abbiamo preparato al meglio – afferma la presidente Maura Nobili – un 10% ha buone probabilità di essere confermato».

      LE PROSPETTIVE – Più ottimista l’amministrato delegato di Vedior, Massimo Quizielvù: «La nostra media di collocamento definitivo è il 30 per cento. Non siamo lontani nemmeno in questo caso. Si tratta soprattutto di donne». «E’ vero – ammette il presidente di Obiettivo Lavoro, Mauro Gori – ma le donne di solito vengono selezionate ancora per lavori meno qualificati, come ad esempio, quello di cassiera. Tutte le imprese che ci hanno contattato ci hanno fatto una richiesta precisa: personale assolutamente in grado di individuare monete e banconote false». L’agenzia, che opera soprattutto nel Nord Italia, a Milano ha inventato la figura dell’«euroassistente» nelle boutique dell’alta moda: «Devono saper parlare più lingue e fare conversioni in euro da tutte le monete, soprattutto lo yen…».

Antonella Baccaro


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