Lettore, la Coop sei tu

14/10/2005
    venerdì 14 ottobre 2005

    Pagina 21 Idee, libri, dibattito

    La fabbrica dei libri

      Lettore
      la Coop sei tu

        Maria Serena Palieri

          Nuove librerie nascono: la notizia è buona o cattiva? Eccoci in un terreno scivoloso, dove, a Roma dicono così, «come dici sbagli». Dunque, una linea asettica: le notizie, poi in rassegna i pro e i contro. La prima concerne la catena «Giunti al Punto»: consiste, in realtà, in un salvataggio, perché l’azienda che gestisce i bookshop del gruppo editoriale Giunti ha comprato le 58 «Librerie del Centro» della spezzina Minerva, fallita. Sommate alle 85 «Giunti al Punto» già esistenti, nate dall’acquisto della ex catena «Demetra», fanno 153 (ma entro il 2006 arriveranno a quota 160), col che la catena si collocherà al secondo posto in Italia per punti vendita, dietro Mondadori con i suoi 177 (ma qui si tratta di punti vendita in franchising). Le «Librerie del centro» ubbidiscono, dicono in Giunti, alle caratteristiche della catena: in centri urbani o centri commerciali, ne rispettano la vocazione popolare che consiste in un’ offerta di libri per ragazzi, narrativa ma anche editoria «leggera», manualistica, tempo libero, fitness. In più sarebbero distribuiti nell’area d’Italia più desertica, sotto questo aspetto, al Sud.

          Completa l’operazione la Giunti Card che, come l’equivalente Feltrinelli, fidelizza il cliente. L’altra notizia concerne la Lega delle Cooperative. E qui, mette le mani avanti Romano Montroni, ex-storico direttore del circuito Feltrinelli, al lavoro su questo progetto, «tra il dire e il fare c’è di mezzo il tempo». Marchio possibile «Libreria.Coop», i punti vendita è previsto nascano, anche qui, in centri commerciali e cittadini di un’area, per ora, tra costale adriatica, Liguria e Nord est: i primi tre tra pochi mesi, dieci-dodici entro il 2006. Montroni a Bologna gestisce in queste settimane la formazione di un gruppo di venti giovani librai. Che tipo di servizio dovranno offrire al pubblico? Nello stile standardizzato che regna ormai nei mega-shop feltrinelliani? Per il cliente che fa-da-sé, il sussidio al più sarà lo sguardo al computer per verificare se il titolo è presente? «No, quelle Coop saranno librerie di servizio e personalizzate, con dimensioni elastiche, dai 200 mq in su» ribatte Montroni. La Ali lancia l’allarme in nome delle librerie indipendenti e chiede una regolamentazione del mercato. C’è chi, invece, sottolinea l’intelligenza mercantile del modello editore-libraio che premia le case editrici forti in grado di autopromuoversi nelle proprie catene: azzeramento dei costi di distribuzione, fino al 30% dei titoli venduti nei propri spazi sono della stessa editrice, nel caso di Feltrinelli e Mondadori.

            spalieri@unita.it