“Lettere” Sconcerto di una guardia particolare giurata

02/12/2005
    giovedì 1 dicembre 2005

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        LETTERE AL DIRETTORE

          VIGILANZA PRIVATA

          Sconcerto di una guardia particolare giurata

          Sono una gpg (guardia particolare giurata) sconcertata e demoralizzata dalla situazione in cui verte il settore della vigilanza privata. Le premetto che tale settore è regolamentato dall’articolo 115 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n.773, e quelle corrispondenti del relativo regolamento per l’esecuzione, di cui al regio decreto 6 maggio 1940, n.635. Già leggendo le date si rende conto di quanti anni sono passati e l’evoluzione del settore lo rende più che mai inadeguato per le funzioni che le Gpg svolgono oggi. Aggiungo inoltre che il nostro contratto nazionale è scaduto dal 30 aprile 2004. Esiste una proposta di legge n. 301 presentata il 30 maggio 2001 ma il Governo non è riuscito ancora ad approvarla forse perché il problema della sicurezza sussidiaria non è così importante o forse per altri motivi d’interesse puramente economico o politico. L’informazione televisiva e giornalistica parla del settore della vigilanza privata solo quando accadono eventi criminosi di rilievo (assalti furgoni portavalori) senza comunque mai allargare l’informazione sulle nostre condizioni di lavoro. La sicurezza sussidiaria (fino a diversi anni fa svolta dalle forze dell’ordine) che le Gpg svolgono è una realtà ben evidente ma nessuno, e quando dico nessuno inserisco oltre al governo anche le organizzazioni sindacali più forti (Filcams/Cgil – Fisascat/ Cisl – Uiltucs/Uil ) paladine dei diritti dei lavoratori,vuole regolamentare in maniera seria come nella maggior parte dei Paesi europei (nel 2001 in Italia esistevano 720 società con un fatturato di 1100ME ed un organico di 45.000 dipendenti, dati rilevati nel manuale europeo della vigilanza). Non voglio che le Gpg si contrappongano alle forze dell’ordine ma almeno regolamentare un settore che possa fornire un aiuto serio e professionale alle stesse oltre che ai cittadini. Forse gli interessi economici soffocano le iniziative di riforma di un governo che riforma e innova solo quello che gli fa comodo, i sindacati non sono più di tanto interessati forse perché hanno perso credibilità e di conseguenza il controllo della situazione, gli istituti di vigilanza non hanno nessun interesse ad avere Gpg serie preparate e professionalmente valide ma vogliono semplici "spaventapasseri" da usare a loro piacimento. Molte delle persone che entrano nel settore della vigilanza privata precedentemente hanno fatto lavori completamente diversi; fornire un servizio di sicurezza non si apprende da un semplice corso teorico effettuato dagli stessi istituti di vigilanza o dai regolamenti aziendali e questurili consegnati con firma per ricevuta senza nessuna spiegazione pratica soprattutto per i servizi più a rischio. Vengono effettuati pochissimi controlli sull’esecuzione dei servizi per mantenere uno standard professionale molto basso poiché per rispettare i regolamenti occorre tempo e come tutti sappiamo il tempo è denaro, se poi succede qualcosa… perché non hai rispettato i regolamenti? Signor Direttore perché alle Gpg viene data la possibilità di portare l’arma anche fuori dal servizio? Tale diritto è concesso solo alle forze dell’ordine a cui noi non siamo neppure lontanamente equiparati. Concludo queste mie opinioni personali citando testualmente delle parole scritte sulla prima pagina del contratto nazionale scaduto ormai da due anni: «Nonché quelle relative al fenomeno emergente di indebite occupazioni di consistenti quote di mercato della vigilanza da parte di anomale tipologie di servizi e di figure imprenditoriali estranee al settore, e quindi a forme di attività concorrenziali incentrate sul dato meramente economico anziché su quello tecnico e qualitativo». A tutti i colleghi che hanno letto questa lettera dico di svegliarsi ed iniziare a fare le guardie rispettando le regole consegnateci senza scendere a compromessi lottando lavorando seriamente e non con scioperi mal organizzati che servono solo a dividerci. Presto il lavoro straordinario scomparirà (sempre se gli organi preposti alla vigilanza del rispetto del dl66 agiscono con tolleranza zero e i sindacati non concedano deroghe speciali) e allora vedremo come andremo avanti con meno di 1.000 euro al mese.

          Andrea Perfini
          Bovezzo