“Lettere” Risposta ai quadri Coop Estense

01/07/2002




LETTERE
lunedì 1 luglio 2002, S. Vittore papa
   
        IL DOCUMENTO
        Risposta ai quadri Coop Estense

        Dino Bonazza Segretario Generale della Filcams Cgil dell’Emilia Romagna

        Risposta ai quadri e impiegati direttivi di Coop Estense che si sono autosospesi dalla Cgil,

        Vi confesso che non mi sono stupito della vostra lettera, anche se avrei sperato che in questo momento ciò che rappresenta la Cgil e quello che sta vivendo la nostra organizzazione fosse più chiaro anche per voi. Dal momento che usate le parole come pietre, permettete anche a me di non essere troppo diplomatico.
        Ho iniziato la mia esperienza nella Filcams dell’Emilia Romagna 10 anni fa e uno dei primi accordi che ho sottoscirtto è stato proprio quello di Coop Estense nel 1992, posso dire perciò di conoscere bene l’attuale gruppo dirigente dell’azienda e alcuni di voi. Le opinioni sono molto importanti e i fatti ancora di più, pertanto permettetemi di incominciare da questi ultimi. Nell’ultimo anno di attività contrattuale ho sottoscritto con altri compagni della Filcams Cgil, assieme a Cisl e Uil tra altri accordi: l’integrativo aziendale della Cooperativa Consumatori Nord Est, quello dei quadri della stessa azienda, l’integrativo dell’area Romagna Marche di Coop Adriatica e quello, valido per tutta Coop Adriatica, dei quadri e impiegati direttivi. Dalla parte sindacale i soggetti sono gli stessi, pensate che significhi qualcosa?
        Anche le aziende cooperative sopramenzionate si sono allargate dall’Emilia Romagna sul territorio nazionale, perchè non ci sono stati tutti i problemi che riscontriamo in Coop Estense?
        Sto parlando di due cooperative nelle quali i modelli contrattuali sono diversi: in Coop Consumatori Nordest c’è un contratto unico e in Coop Adriatica si contratta per aree geografiche, quest’ultima tra l’altro aveva lo stesso problema di Coop Estense e cioè quello di sciogliere le società strumentali.
        Problema risolto con un protocollo nazionale sottoscritto con le tre organizzazioni sindacali nazionali e che ha consentito di recepire per via contrattuale quegli elementi di competitività sul mercato che le aziende subiscono in maniera diversa nei diversi mercati in cui operano e per le diversità storiche non modificabili con forature o interventi ideologici. Gli strumenti per consentire di essere cooperativa a pieno diritto anche in Puglia ci sono e potevano essere usati e possono essere usati anche adesso.
        Nella vostra lettera fate riferimento alla democrazia che vi sarebbe stata negata. A che cosa vi riferite? Al contratto per gli addetti o a quelli dei quadri e impiegati direttivi? Mentre l’eventuale accordo per gli addetti sarebbe sottoposto al giudizio di tutti i lavoratori dell’azienda voi compresi, non mi risulta che quello per la vostra area sia sottoposto al giudizio degli altri lavoratori. Due pesi e due misure?
        Quando fate riferimento ai contenuti non potete dimenticare che mettendo molta enfasi nel merito individuale per l’erogazione del salario, cosa tra l’altro abbastanza diffusa nella vostra area e che la direzione di Coop Estense vorrebbe estendere tra gli addetti, si deve sapere che si scivola verso un minor bisogno di sindacato che per sua natura è un soggetto collettivo. Se le proposte di Coop Estense sul salario e sulle normative per i nuovi assunti, assomigliano a quei doppi regimi ispirati dalla filosofia del "libro bianco" e così fortemente voluti da Confindustria e dal Governo Berlusconi fino all’isolamento della Cgil cercato con determinazione, può essere una casualità, ma noi non lo possiamo ignorare. Nè possiamo ignorare che in tutto il mondo quando in una cooperativa si chiedono sacrifici, in primo luogo si chiedono ai soci e non solo ai dipendenti e tra questi ultimi non solo a chi ha meno diritti. Siete liberi di dissociarvi dalle nostre posizioni, ma non potete parlare di verità occultate, nè tantomeno potete pensare che la Filcams Cgil sia una bottega nella quale fare acquisti quando vi pare. Lasciatemi dire che mescolare il vostro dissenso nei nostri confronti con gli aiuti ai bambini del terzo mondo è di un meschinità raccapricciante. Se non volete essere iscritti alla CGIL siete liberi di dare la disdetta in ampia libertà, se non lo farete cercate di distinguere bene le posizioni del sindacato da quelle della direzione aziendale e i naturali diversi ruoli. Il movimento cooperativo e quello sindacale hanno fatto parecchia strada assieme e rappresentare interessi diversi oggi non deve essere considerato un dramma, nè vanno demonizzate opinioni e missioni diverse. L’identificazione di un dipendente, a qualunque livello esso sia collocato nella gerarchia aziendale, con gli orientamenti strategici della direzione aziendale è un problema personale e non si può chiedere a prescindere come un dovere, indipendentemente dalle implicazioni che comporta.
        Il dissenso di un dipendente quindi e ancor più di una organizzazione sindacale nei confronti di una progettualità aziendale in materia contrattuale, in questo caso della direzione di Coop Estense, non può essere considerato alla stregua di un tradimento, come sembra trasparire dalla vostra lettera, ma è semplicemente una non condivisione di obiettivi considerati ingiusti e iniqui.
        In questo caso si tratta di una battaglia sindacale che per i suoi contenuti vede in campo con le stesse opinioni le nostre delegate e delegati Filcams fino al segretario generale della CGIL Sergio Cofferati. Di questo e altro sarà possibile discutere quando vorrete, fuori dalla strumentalità e dalla confusione dei ruoli, che a noi da lungo tempo non appartiene.