“Lettere” Ottaviani: l’Enit non è da liquidare

14/01/2005


             
            venerdì 14 gennaio 2005
            pagina 15 Turismo

            Le lettere  
            Ottaviani: ecco perché l’Enit non è da liquidare

            Amedeo Ottaviani
            presidente Enit

            Si allarga l’allarme di associazioni di categoria e regioni per la sempre più incombente probabilità di liquidazione dell’Enit. Dopo la durissima presa di posizione delle associazioni di categoria (si veda ItaliaOggi di ieri), ora anche le regioni si sono messe in moto. Il coordinatore nazionale degli assessori al turismo, Gianni Plinio, ha convocato, ieri mattina, una riunione d’urgenza per il 19 gennaio a Genova in cui si farà il punto sulla situazione. ´La notizia dell’emendamento’, dice Plinio a ItaliaOggi, ´è un fatto grave e inatteso, dopo che si era trovata un’ampia intesa con le associazioni di categoria sulla bozza presentata mesi fa dalle regioni sulla riforma dell’ente. Siamo inoltre sempre in attesa dell’apertura del famoso tavolo a palazzo Chigi per dare concreta attuazione alla riforma. La convocazione d’urgenza deve suonare come monito al governo, che non deve assumere atteggiamenti golpisti. Una guerra santa tra governo da un lato e regioni e associazioni dall’altro non credo giovi all’esecutivo, che quindi deve riflettere su scelte unilaterali dannose all’intero settore e improvvide a pochi mesi dalle elezioni regionali. Io resto però fiducioso che prevalga lo spirito della Conferenza nazionale di Genova, in cui il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, diede ampie garanzie in materia’.

            Intanto, anche l’Enit, per bocca del suo presidente, Amedeo Ottaviani, ha preso posizione sul tema. Nella lettera seguente, Ottaviani spiega le ragioni del suo dissenso.

            L’ipotesi che l’Enit possa essere ´liquidato’ per far posto a soluzioni non condivise dai massimi esponenti del mondo produttivo del turismo e dalle nostre regioni credo che non possa non essere considerata negativamente. Si liquida in genere ciò che non funziona. Se da tempo tutto il sistema turistico italiano è d’accordo che l’Enit non solo è necessario ma deve essere potenziato con nuove risorse non solo finanziarie ma anche umane, ciò significa che non è un ente inutile da sciogliere. Come ribadito dalla relazione della Corte dei conti al parlamento sull’Enit.

            Sono convinto che il governo non può non tener conto delle posizioni espresse più volte dai soggetti fondamentali interessati alla promozione che sono rappresentativi di tutto il territorio e di tutta la grande filiera economica del nostro turismo.

            Ricordo anche che il governo si è espresso a favore di un rilancio dell’Enit e che ha ben presenti chi sono coloro che rappresentano effettivamente gli interessi generali del turismo nazionale e hanno una consolidata esperienza nel fare promozione.

            Proprio di recente, con la firma del protocollo d’intesa, l’Enit ha costituito un grande tavolo per la promozione dell’immagine turistica dell’Italia nel mondo con i ministeri degli esteri e delle attività produttive.

            Abbiamo monitorato con le nostre ambasciate e i nostri uffici all’estero i fabbisogni promozionali dell’Italia in 62 paesi, ricavandone che un serio progetto di promozione richiederebbe oltre 85 milioni di euro di investimenti.

            Non solo. Ma da questo lavoro così importante è emerso che la vera promozione deve assolutamente coinvolgere con le istituzioni italiane operanti all’estero le regioni e i privati.

            Da qui la mia convinzione che l’Enit deve essere una grande cabina di regia, rappresentativa di tutto il tessuto turistico italiano e dunque di migliaia di imprese grandi e piccole, di tutte le regioni, di tutte le realtà pubbliche e private del settore.

            È mio intendimento sostenere queste ragioni e per questo ho chiesto un incontro a livello di governo per rappresentarle in modo chiaro e tutelare un ente che opera solo ed esclusivamente al servizio del paese.