“Lettere” Maroni: sul Tfr nessun problema

13/06/2005
    sabato 11 giugno 2005

      PRIMA PAGINA – pagina 1/23

      LETTERA DEL MINISTRO

      Maroni: sul Tfr nessun problema
      Lettere" Saremo pronti

        Caro direttore,

        chiedo ospitalità al Suo giornale per dissipare alcuni dubbi che sono stati espressi in questi giorni sulla stampa su tempi e modi di attuazione della legge delega di riforma del sistema previdenziale, in particolare in materia di Tfr e di previdenza complementare. La legge delega contiene norme che hanno diversi tempi di attuazione.

        Alcune sono state immediatamente attuate, contestualmente all’entrata in vigore della legge (il cosiddetto superbonus per i lavoratori in procinto di andare in pensione di anzianità, in vigore dal 6 ottobre dello scorso anno e che continua ad avere un successo superiore alle nostre stesse attese), altre entreranno in vigore senza bisogno di provvedimenti ad hoc (l’elevazione dei limiti di età per il pensionamento a partire dal 2008) e altre misure richiedono un provvedimento di attuazione, tra cui il nuovo sistema di previdenza complementare. La legge prevede che il decreto di attuazione della previdenza complementare venga emanato entro il prossimo 6 ottobre, e posso garantire che questa scadenza verrà rispettata.

        Per definire il provvedimento legislativo abbiamo sin dallo scorso anno attivato un gruppo di lavoro all’interno del ministero, sotto la guida di Alberto Brambilla, che nei mesi passati ha prodotto una rilevante quantità di materiale di ottima fattura, sulla base del quale stiamo proprio in queste ore redigendo il testo finale del decreto legislativo di attuazione della delega, che — come ho anticipato alle parti sociali — consegnerò entro la prossima settimana al Consiglio dei ministri per la sua discussione e preliminare approvazione. Contrariamente a ciò che qualcuno ha frettolosamente annunciato, non c’è, quindi, alcun azzeramento del lavoro fatto in questi mesi sulla previdenza complementare, anzi, è vero proprio il contrario.

        La previdenza complementare è una partita molto grossa (almeno 10 miliardi di euro all’anno) e desta il naturale e legittimo interesse di tanti soggetti ( banche, compagnie di assicurazione, fondi contrattuali, gestori, enti previdenziali, parti sociali, Regioni).

        Non è stato facile comporre un puzzle così variegato e vivace, c’è voluto tempo e tanta pazienza, ma alla fine di questo intenso e lungo lavoro sono convinto che il prodotto finale che stiamo confezionando sarà un testo dai contenuti equilibrati, che non favorisce alcun comparto particolare e afferma il principio della prevalenza dell’interesse del lavoratore, pur nel rispetto di tutti gli attori finanziari in campo.

        Proprio per realizzare questo complicato equilibrio di interessi abbiamo deciso di garantire l’informazione più accurata e completa possibile al lavoratore che vorrà conferire il proprio Tfr. Da qui la scelta di far entrare in vigore il nuovo sistema di previdenza complementare nel gennaio 2006, realizzando nell’autunno di quest’anno una massiccia campagna di comunicazione istituzionale che raggiunga ogni singolo lavoratore e lo informi compiutamente su termini, condizioni, possibilità, rischi e prospettive dell’investimento del Tfr nei fondi pensione.

        Nessun ritardo e nessun timore, dunque. La previdenza complementare è un investimento sul futuro dei nostri giovani: sulla riforma del Tfr questo Governo è riuscito là dove gli altri avevano fallito e non si lascerà certo sfuggire l’occasione di realizzare la più importante riforma della legislatura, dopo la legge Biagi.

        Infine: ragioni di buon gusto mi impediscono di replicare in questa sede ai poco lusinghieri apprezzamenti che un dipendente del mio ministero
        (Giuliano Cazzola, ndr) ha fatto ieri su queste pagine nei confronti miei, del ministero di cui anch’egli fa parte e del Governo.

        Devo, tuttavia, esprimere il mio sconcerto per parole tanto sprezzanti quanto avventate, e lo faccio non per me (sono abituato a ben altro!) ma per chi in questi mesi ha lavorato al mio fianco con un impegno fuori dal comune per districare una matassa veramente ingarbugliata, e che certo non merita il gratuito sarcasmo di chi si affida a illazioni peraltro prive di fondamento.

      Roberto Maroni

      * Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali