“Lettera” Sindacati e terziario di Bruno Perin

03/03/2003

Sabato 1 Marzo 2003





    Sindacati e terziario

    Caro Direttore,

    sono un vostro attento lettore e vi ringrazio di esserci perché mi fornite spunti di riflessione diversi dai molti quotidiani in edicola. Leggo il vostro articolo sul tesseramento della Cgil apparso il 27 febbraio e vorrei fornirvi uno spunto di riflessione rispetto alle difficoltà registrate dal sindacato nell’intercettare adesioni nei servizi. (…) Faccio notare che nella Cgil si è di molto allargata la rappresentanza proprio nei settori del terziario e dei servizi. Sicuramente per la trasformazione sociale ed economica del paese. Una trasformazione non omogenea nella qualità del rapporto di lavoro, perché non è paragonabile chi lavora nel pubblico impiego e chi nelle imprese di pulizia, negli ipermercati, negli istituti di vigilanza o nella ristorazione collettiva.
    Il diritto di associarsi è simile ma radicalmente diverso il poterlo esigere. La Filcams Cgil che organizza questi ultimi è passata dai 200.000 iscritti del 1990 ai quasi 280.000 del 2002. Pare che crescano altrettanto i sindacati del terziario di Cisl e Uil , anche se non forniscono mai i dati pubblicamente per scelte loro. Tutto ciò significa che nonostante vi siano oggettive difficoltà di esercitare le libertà sindacali, moltissimi sono quei lavoratori che vedono nei sindacati confederali un mezzo concreto per tutelare i propri interessi e diritti. Sarebbe interessante esaminare il tasso di associazionismo tra gli imprenditori. Mi pare che nell’ultimo decennio, la cosiddetta crisi associativa abbia colpito principalmente le associazioni datoriali, non come numero di associati quanto come esplosione di nuove associazioni. Meditiamo gente, meditiamo.

Bruno Perin
Segretario nazionale Filcams Cgil