“Lettera” L’Inps, l’assistenza e le pensioni dei giovani

06/07/2007
    venerdì 6 luglio 2007

    Pagina 44 – Economia

      LA LETTERA

      L´Inps, l´assistenza e le pensioni dei giovani

        Gentile Direttore, gentile professor Gallino,

        chiamati in causa volentieri rispondiamo.

        Non siamo certo noi dell´Inps a diffondere inutili e controproducenti allarmismi sul nostro bilancio. Un bilancio per forza di cose dettagliato e corposo, perché, vale la pena di ricordarlo, è secondo solo a quello dello Stato e riguarda 35 milioni di lavoratori e pensionati, un milione e mezzo di aziende, cinque milioni di lavoratori autonomi.

        I bilanci, come si sa, fotografano la situazione attuale. Altra cosa sono gli scenari tendenziali per la cui definizione è ovvio che vengano presi in considerazione anche i dati forniti da Inps.

        Approfittiamo, però, anche di questa occasione per rassicurare sulla tenuta presente e futura dell´Istituto.

        Anche in virtù dei numeri citati, è ovvio che lo stato di salute dell´Inps rifletta quello del Paese. L´economia tira, cresce l´occupazione, aumentano i salari, l´Inps si rinvigorisce con immediati effetti sul suo bilancio.

        Ma affrontiamo subito la questione che sottende l´intero e interessante articolo di Gallino, quella cioè della separazione tra assistenza e previdenza. Il tema ha ormai maturato una lunga stagionatura e per quanto ci riguarda noi confermiamo l´orientamento del tutto favorevole dell´Istituto a questa necessaria operazione di trasparenza.

        Ci auguriamo, anzi, che l´attuale confronto tra Governo e Parti sociali tenga conto di questa istanza che potrebbe forse sdrammatizzare il dibattito sui costi della Previdenza.

        C´è, però, da aggiungere che il discorso della separazione tra assistenza e previdenza, in un Paese in cui (per fortuna!) si vive meglio e più a lungo, non risolve il problema della sostenibilità di medio-lungo termine che è oggi al centro del dibattito.

        Sulla natura, sull´entità degli interventi lasciamo la parola alle forze politiche, alle Parti sociali e al Legislatore.

        Ma veniamo a temi più specifici, come quello del Fondo Lavoratori Dipendenti gravato dal "rosso" di altri Fondi speciali. Le separate evidenze degli ex Fondi speciali, confluiti in diverse date al Fondo lavoratori dipendenti, rappresentano una mera richiesta conoscitiva del legislatore, in quanto solo i vecchi pensionati di tali Fondi continuano a percepire importi di pensione calcolati con norme di maggior favore rispetto alla generalità. I nuovi iscritti, però, sono confluiti direttamente nel Fondo dipendenti con il relativo adeguamento alle regole generali. In buona sostanza, alcuni di questi Fondi sono "morti" poiché i lavoratori non vi versano più i loro contributi (che affluiscono, invece, al Fondo più grande), determinando così squilibri sempre maggiori in un sistema a ripartizione come è il nostro.

        Quanto alla sensibilità che l´articolo di Gallino manifesta in ordine al rapporto con le giovani generazioni, poche realtà come l´Inps, che ha tra i suoi iscritti più di un milione e cinquecentomila parasubordinati, possono testimoniare della necessità di un equo patto intergenerazionale che assicuri anche ai giovani un futuro pensionistico decoroso.

      Gian Paolo Sassi, Presidente Inps
      Franco Lotito, Presidente Consiglio di Indirizzo e Vigilanza