“Lettera” Fiba: Canoni demaniali, rivolta balneari

19/11/2003

ItaliaOggi (speciale assoturismo)
Numero
273, pag. 16 del 18/11/2003
I balneari italiani della Fiba Confesercenti



Lettera Fiba agli utenti delle spiagge

Canoni demaniali
Rivolta balneari

Pubblichiamo il testo della lettera aperta inviata ai clienti dai balneari italiani aderenti alla Fiba Confesercenti. La lettera denuncia il grave impatto che avrà l’aumento del 300% dei canoni demaniali sui costi delle attrezzature di spiaggia l’estate prossima.

Carissimi clienti,

come avrete sicuramente appreso dai quotidiani, locali e nazionali, con il decreto legge collegato alla Finanziaria per il 2004, il governo ha voluto imporre, a partire dal 1° gennaio del prossimo anno, un aumento dei canoni demaniali marittimi pari al 300% di quanto già oggi versato dai concessionari balneari.

Si tratta di un provvedimento che ha lasciato tutto il nostro settore sconcertato, perplesso e sorpreso, dal momento che tale misura è stata adottata in assenza di qualsiasi tipo di condivisione con la categoria dei balneari. Sì, perché noi operatori degli stabilimenti balneari non siamo mai stati interpellati su un aspetto così delicato per il futuro delle nostre coste e che rischia di mettere in ginocchio molti di noi e di danneggiare i nostri principali interlocutori: voi, clienti, frequentatori delle nostre spiagge e dei nostri stabilimenti. Riteniamo, infatti, che un aumento generale del 300% dei canoni demaniali sia insostenibile, iniquo e soprattutto impossibile da applicare così dall’oggi al domani.

Fin dalla pubblicazione di questo dl, da parte nostra c’è stata, e c’è tuttora, la volontà di chiarire, di spiegare, di trovare una soluzione che soddisfi le esigenze dei balneari da una parte e lo stato dall’altra, in un quadro di programma finalizzato allo sviluppo di tutto il comparto turistico.

Come potete ben capire, una soluzione in grado di non penalizzare tutto il settore della balneazione turistica diventa assolutamente necessaria per salvaguardare la qualità e la competitività dei servizi che offriamo.

È per la vostra soddisfazione, infatti, che i concessionari balneari singolarmente, da sempre, si sono impegnati, anche economicamente, per offrire alla propria clientela strutture che fossero accoglienti, rispondenti alle esigenze di tutti, dai giovani ai meno giovani, complete di tutti i comfort necessari, a costi, tutto sommato, ancora pienamente accessibili. Mentre ci rivolgiamo a voi, il decreto è in corso di conversione in parlamento e da qui a qualche giorno sapremo finalmente che cosa hanno deciso i nostri politici. Gli scenari che si potranno delineare, a ben vedere, sono soltanto due.

Se la soluzione sui canoni demaniali marittimi sarà sopportabile per le nostre economie aziendali, vi assicuriamo fin da ora che non ci sarà un centesimo di euro di aumento dei prezzi relativi ai servizi da spiaggia che da sempre vi offriamo.

Se, al contrario, sarà confermato nel 300% l’aumento dei canoni, così come indicato dal collegato alla Finanziaria, in questo caso i balneari dovranno optare per una forte posizione di contrasto con il governo esponendosi, se necessario e nel lungo termine, con una pesante vertenza nei confronti dei propri governanti.

E nel frattempo, nell’attesa che qualcuno al vertice capisca la gravità della situazione in cui rischiamo di cadere, ricorreremo a ogni espediente per poter assicurare comunque alla nostra clientela prezzi inalterati rispetto alla stagione passata. Pagheremo con la formula dell’autoriduzione, se necessario, mettendo così a rischio le nostre stesse aziende, il nostro lavoro, il nostro futuro di imprenditori.

A quel punto, o gli stabilimenti chiuderanno o il governo dovrà tornare sui propri passi.
Noi ci batteremo per la seconda soluzione.

I balneari italiani
della Fiba Confesercenti