Lettera di Chirac al Papa: «Lavoriamo insieme per la pace»

25/03/2003



              25 marzo 2003

              LETTERA DI CHIRAC AL PAPA
              «Lavoriamo insieme per la pace»
              di Jacques Chirac

              Santo Padre,
              mentre in Iraq sono in corso le operazioni militari, desidero rivolgere a Vostra Santità tutti i miei sentimenti di stima e di riconoscenza per gli instancabili sforzi profusi al fine di preservare fino all’ultimo momento le possibilità di pace e di mobilitare in questa direzione tutti gli uomini di buona volontà. Anche la Francia si è sforzata di convincere i suoi partner che si poteva ottenere il necessario disarmo dell’Iraq attraverso mezzi pacifici, nel rispetto del diritto internazionale e delle competenze dell’organizzazione delle Nazioni Unite. E’ per questo che sono profondamente rammaricato per l’inizio delle operazioni militari, e mi auguro che finiscano il più rapidamente possibile e al minimo costo in termini di vite umane. Di fronte alle sfide che ci attendono, la comunità delle Nazioni deve unire i suoi sforzi nel quadro dell’Onu, in favore della salvaguardia e del rispetto del diritto. Questo vale per l’Iraq, dove si dovrà rispondere alle necessità delle popolazioni civili provate e assicurare la ricostruzione di un paese preservato nella sua unità e nella sua sovranità. E vale anche di fronte alle tante altre sfide, come la lotta al terrorismo e la proliferazione delle armi di distruzione di massa, come anche la lotta per lo sviluppo e in favore di una globalizzazione al servizio dell’uomo.

              Parimenti, una riorganizzazione pacifica della regione dovrà andare di pari passo con l’attuazione di una soluzione durevole in Medio Oriente, che tenga conto del bisogno di sicurezza di Israele e del rispetto dei diritti del popolo palestinese. Io sono convinto che un contributo debba venire anche da una conferenza internazionale accuratamente preparata. Ho pure in animo la protezione delle comunità cristiane particolarmente minacciate in questa regione del Vicino e del Medio Oriente e verso la quale, sappiamo, va tutta la sollecitudine e la compassione di Vostra Santità. Inoltre dobbiamo stare attenti a che il conflitto iracheno non alimenti l’antagonismo tra civiltà e religioni. E’ lì, mi pare, una delle nostre principali responsabilità di fronte alla Storia.

              Per questo è essenziale che la comunità internazionale ritrovi la sua unità intorno ai valori fondamentali dell’umanesimo, a cominciare dal rispetto dell’altro e dalla tolleranza. Poiché sull’insieme di questi temi condividono punti di vista largamente convergenti, la Santa Sede e la Francia dovranno continuare ad agire insieme per far prevalere il primato del diritto, della giustizia e del dialogo fra i popoli. Desidero assicurare ancora una volta a Vostra Santità la mia volontà di lavorare senza sosta in questa direzione.