Lettera del Commissario UE Rehn a Giulio Tremonti




Nicola Nicolosi
Nota su lettera UE
09/11/2011  | Politiche europee

In maniera del tutto inusuale il Commissario UE per gli Affari Economici, Olli Rehn ha inviato una lettera al Ministro italiano Giulio Tremonti.
Nella lettera (vedi allegato tratto da Il Sole 24 Ore) si utilizza la forma della domanda con tutto il carico della retorica e dell’indicazione di ciò che deve essere fatto ai fini della realizzazione in merito alla stessa lettera presentata dal Presidente del Consiglio italiano Berlusconi, al Consiglio d’Europa.
La crisi politica italiana nel contesto di caduta di credibilità del Governo e del Presidente del Consiglio italiano, sul piano internazionale, mette il Paese in difficoltà.
La caduta di sovranità non è mai auspicabile.
La CGIL da mesi chiede che il Governo si deve dimettere e andare a nuove elezioni per far eleggere una nuova maggioranza.
La scelta europeista per la CGIL è forte e motivata.
Dalla Commissione UE arrivano delle richieste sul mercato del lavoro, economia, conti pubblici, liberalizzazioni, pensioni, infrastrutture, riforma delle istituzioni, riforma costituzionale, giustizia, modernizzazione dell’amministrazione pubblica e altro.
Noi siamo per dare risposte alla crisi economica e all’Unione Europea. Il tutto deve essere fatto con equità ed eliminando tutti i presupposti che possono rafforzare la già presente disuguaglianza sociale.
Non si può continuare a fare cassa con le pensioni. Non si può richiedere libertà di licenziamento.
Assieme all’Esecutivo della CES abbiamo definito come “invadente” la lettera della BCE  al Governo italiano, il 4 agosto, considerandola sbagliata nel metodo e nel merito.
La stesso vale, per la CGIL, la lettera di Berlusconi all’UE e per la lettera di Olli Rehn, seppur ammantata da 100 punti interrogativi.
Da molti mesi la CGIL afferma che per uscire dalla crisi serve una Patrimoniale, una vera lotta all’evasione fiscale e contributiva, un Piano per il lavoro e per i giovani, la riforma della P.A. per valorizzare il lavoro pubblico e rendere più efficiente la pubblica amministrazione, una politica industriale che punti alla crescita e all’innovazione.
Argomenti che più volte abbiamo messo al centro della nostra piattaforma rivendicativa a sostegno delle lotte sindacali attivate.
In un Paese “commissariato” dobbiamo ritrovare la via della riconquista della credibilità e della “sovranità” dentro il contesto europeo.
E’ proprio di questi giorni la decisione del governo francese di presentare una manovra economica fatta di tagli per circa 100 miliardi di euro. La tagliola neoliberista si abbatterà sul popolo francese per evitare il giudizio delle agenzie di rating americane.
Il cosiddetto mercato finanziario continua la sua azione onnivora, divorando tutto a partire dagli uomini e le donne del nostro pianeta.
La politica deve fermare questo stillicidio contro l’umanità, serve un cambio di paradigma, partendo dalla difesa dello stato sociale europeo.