LETTERA DEI DIPENDENTI DELLA COLUMBUS. IL FALLIMENTO DEI VIAGGI DEL VENTAGLIO

21/07/2010

22 luglio 2010

Lettera dei dipendenti della Columbus. Il Fallimento dei Viaggi del Ventaglio

“Del fallimento dei Viaggi del Ventaglio, hanno parlato in tanti: la stampa nazionale e di settore ha dato ampio spazio alla notizia, raccontando gli ultimi avvenimenti, e le conseguenze per i viaggiatori, ma nessuno ha pensato di dedicare qualche parola alle 300 persone che, seppur in cassa integrazione, sono ancora dipendenti del gruppo a tutti gli effetti.

Certo, 300 dipendenti a fronte delle migliaia di grosse aziende, sono un numero irrisorio, ma per il settore turismo si tratta comunque di un numero notevole di persone non facilmente riciclabili in altre realtà, e che nel loro campo non troveranno spazi, essendo il turismo uno dei settori che maggiormente risente dell’attuale crisi, tanto più considerando che siamo in maggioranza donne e quindi ancor più difficilmente collocabili.

La decisione del tribunale di Milano ci ha lasciato davvero perplessi e pieni di interrogativi a cui vorremmo risposte:

- chi e perché ha voluto portare per forza al fallimento I Viaggi del Ventaglio, quando erano percorribili altre strade, che avrebbero potuto dare anche garanzie occupazionali?

- come mai non si è tenuto conto che il fallimento comporterà la messa in mobilità di 300 persone a spese dello stato?

- a chi darà vantaggio il fallimento del gruppo? Di certo non ai dipendenti che perderanno il loro posto di lavoro, di certo non ai creditori che rischiano di non ricavare nemmeno un euro, di certo non ai clienti Vacanze nel mondo che vedranno sfumare il loro investimento, di certo non ai clienti che avevano prenotato la loro vacanza e che non riusciranno a partire o dovranno modificare il loro viaggio;

- con quale logica è stato deciso di far coincidere il fallimento con il periodo di alta stagione, quello di maggior lavoro, in cui si aveva la possibilità di far partire regolarmente i clienti (come già avvenuto nelle scorse settimane) e di fare un po’ di cassa che poteva servire se non altro per pagare un po’ di arretrati ai dipendenti?

- come mai il tribunale di Milano ha deciso che il concordato non è ammissibile, mentre invece per il tribunale di Genova l’operazione era fattibile? Come mai due tribunali adottano decisioni diverse quando le regole sono comunque le stesse? Il tribunale di Milano ha deciso (per la prima volta in Italia) di non accettare un concordato per un’azienda quotata in borsa, affondando di conseguenza il secondo gruppo in Italia del settore;

- si è pensato che il fallimento del gruppo trascinerà con sé oltre la consociata Columbus anche tanti piccoli fornitori ?

– come mai a fronte di un fallimento ci sarà comunque chi guadagnerà cifre a 6 zeri, mentre i dipendenti ed i fornitori saranno quelli che subiranno le peggiori conseguenze ?

- come mai nessuno ha rivelato che il risultato di questa operazione sarà di avere in Italia un ennesimo monopolio, questa volta in campo turistico, che non gioverà di certo alla libera concorrenza ?
Chiunque abbia delle responsabilità a qualunque titolo o ragione deve assumersi, quantomeno moralmente, anche quella di aver condannato alla disoccupazione le lavoratrici ed i lavoratori di I Viaggi del Ventaglio – Columbus
A noi dipendenti pare che in fondo a nessuno importi nulla delle persone che nel gruppo Ventaglio lavorano con passione ed impegno, ma che l’interesse di tutti sia stato spremere il più possibile prima di mandare a fondo tutto quanto."