Lettera Circolare Ministero del lavoro e delle politiche sociali 14-11-2001, n. 1992

Ministero del lavoro e delle politiche sociali
Lett.Circ. 14-11-2001 n. 1992
Previsioni contrattuali in materia di apprendistato nel settore terziario (titolo V del C.C.N.L. 20 settembre 1999).
Emanata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Direzione generale degli affari generali e del personale, Divisione VII, Coordinamento I.L.

Con riferimento al quesito in oggetto pervenuto alla scrivente Divisione in relazione alla disciplina contrattuale dell’apprendistato con specifico riferimento agli artt. 28, 29 e 30 da bis a quinquies ed al rilascio della preventiva autorizzazione all’instaurazione di tale rapporto di lavoro da parte delle strutture territoriali di questo Ministero, d’intesa con la Divisione V della Direzione generale dei rapporti di lavoro, si rappresenta quanto segue:

- l’art. 28 del C.C.N.L. in oggetto individua due diversi termini di scadenza dell’apprendistato: 18 mesi per le qualifiche comprese nel V livello e 24 mesi per quelle comprese nel IV;

- l’art. 29 per il settore alimentare e prodotti freschi per specifiche figure professionali prevede che, previi accordi tra le associazioni di categoria e dovute comunicazioni agli Enti bilaterali ed all’Osservatorio nazionale, siano possibili periodi di apprendistato fino ad un tetto massimo di 36 mesi e ad un tetto minimo di 6 mesi (per gli ultradiciottenni con qualifiche corrispondenti alle ex D ed E) e 9 mesi (per gli infra diciottenni con le suddette qualifiche);

- l’art. 30-quinquies prevede un’ulteriore ipotesi derogatoria rispetto alla disciplina contenuta nel suddetto art. 28 (36 mesi per II, III, e IV livello, 24 mesi per il V e 12 mesi per il VI). Tale disposizione può trovare applicazione solo qualora ottenga parere di conformità dall’Ente bilaterale territorialmente competente. Intese tra le associazioni di categoria possono determinare ulteriori ampliamenti dei suddetti periodi.

Quest’ultimo articolo costituisce punctum pruriens del contratto in esame; infatti, l’applicazione di una diversa disciplina (artt. 28 o 30) deriva da parametri esterni alla ratio contrattuale che, in tal modo, non si ancorano alla necessità di formazione professionale del lavoratore ma a requisiti occupazionali (60% degli apprendisti ivi qualificati mantenuti in servizio presso l’azienda, art. 30-bis) ed all’adesione dei datori di lavoro all’Ente bilaterale (con relativa contribuzione), con la conseguenza di far venir meno, nel contratto di apprendistato, il sinallagma formazione – agevolazione retributiva e contributiva e di attribuire, a questo, una funzione estranea a quella voluta dal legislatore.

La differenziazione de qua, inoltre, può essere occasione di disparità di trattamento tra lavoratori apprendisti con medesima qualifica che, a parità di mansioni svolte, si troverebbero ad essere qualificati in momenti diversi con gravi riflessi sia sulla retribuzione dovuta sia sulla tutela dinamica della mansione loro attribuita.

Per eliminare tale disparità di trattamento occorre necessariamente individuare un unico termine di scadenza dell’apprendistato (parametrato esclusivamente alle mansioni) per tutti i lavoratori, indipendentemente dal coinvolgimento dell’Ente bilaterale. Essendo di maggior favore possono essere adottati i termini contenuti nell’art. 30 quinquies, con l’opportuna variazione di quello relativo al VI livello che, ex lege (art. 16 della legge 24 giugno 1997, n. 196), deve essere innalzato a 18 mesi (anziché i 12 previsti) potendosi configurare, in mancanza di questa, il disconoscimento dell’intero periodo di apprendistato. Considerata l’inderogabilità del predetto art. 16 anche i termini minimi previsti dall’art. 29 devono essere ricondotti, per ottenere l’autorizzazione dalla D.P.L. competente, alla soglia minima dei 18 mesi indipendentemente dall’età dei lavoratori.

Analogamente, l’apprendistato dovrà essere ammesso per le qualifiche e mansioni indicate dall’art. 30-ter indipendentemente dall’intervento dell’Ente bilaterale.

I provvedimenti già adottati dovranno essere ricondotti ai suesposti termini previa adeguata ricognizione da parte delle strutture territoriali competenti.

Il Dirigente

Dott. Luigi Caiazza