“Lettera” Cgil, apri gli occhi (P.Ichino)

01/03/2006
    marted� 28 febbraio 2006

    Pagina 11 – CAPITALE/LAVORO

      LETTERA

        Cgil, apri gli occhi

          Pietro Ichino

          Cari Direttori, Giorgio Cremaschi e Roberto Farneti su Liberazione del 25 febbraio e Marina Della Croce sul manifesto dello stesso giorno, difendendo la lettera di Giovanni Naccari ai giuslavoristi italiani del 20 febbraio, diffusa attraverso la LabourlList, pongono una questione importante, sulla quale concordo totalmente con loro: non si pu� consentire che il dibattito sulla politica del lavoro sia frenato o distorto dalla preoccupazione della degenerazione terroristica. Si deve poter dissentire anche aspramente senza che questo implichi di essere tacciati di contiguit� con chi fa della violenza il proprio metodo di lotta. La lettera di Naccari mi sembra tuttavia inaccettabile per un altro motivo: essa ha la pretesa di qualificare come �campagna di stampa contro la Cgil� (quindi la pretesa di escludere dal dibattito congressuale della confederazione sindacale maggiore) una proposta di riforma del diritto sindacale e del lavoro che � nata attraverso decenni di studio, di comparazione tra sistemi nazionali e di discussione anche all’interno del movimento sindacale e della stessa Cgil. Nei quattro mesi trascorsi dalla pubblicazione del mio ultimo libro, cui Naccari si riferisce, l’organo della Cgil Rassegna Sindacale non ha speso neppure una riga per confutare o discuterne i dati o gli argomenti. L’errore sta qui, nello squalificare una proposta ampiamente argomentata bollandola come volta �contro il sindacato�, senza entrare minimamente nel merito e anzi considerandola �insidiosa� proprio per l’ampiezza dell’argomentazione che la sostiene; nel voler chiudere il discorso senza neanche averlo aperto (l’articolo di Nanni Alleva – pubblicato sul manifesto il 17/2, ndr – allegato a quella lettera parla di tutt’altro).

            E poi: su molti dei dati e degli argomenti proposti nel mio libro, in questi mesi, si sono registrati interventi consenzienti dall’interno della Cisl e della Uil; � sensato liquidare anche quei consensi come �campagna di stampa contro la Cgil�? Nei prossimi mesi dovr� aprirsi una discussione con Cisl e Uil – prima ancora che con le controparti imprenditoriali – sul tema cruciale del ruolo del contratto collettivo nazionale e del decentramento della contrattazione; � sensato accusare fin d’ora chi sosterr� una riduzione o rimodulazione del ruolo del contratto collettivo nazionale di porsi per ci� solo �contro la Cgil�? Vittorio Foa, sull’Unit� del 21 febbraio (pag. 23) invita a un’�apertura� in questo senso; anche lui � un adepto della campagna di stampa contro la Cgil? In Svezia e in Germania � il sindacato stesso che sta optando per lo spostamento del baricentro della contrattazione collettiva verso la periferia; � sensato che la Cgil chiuda pregiudizialmente gli occhi su quelle esperienze, considerandole come un’abdicazione del sindacato al proprio ruolo?

              Molto cordialmente.