“Lettera” Bari. Stipendi d’oro in Fiera ma solo per il cda

21/05/2004

BARI

VENERDÌ, 21 MAGGIO 2004
 
Pagina X – Bari
 
Brevi

Stipendi d’oro in Fiera ma solo per il cda

Giovanni Nobile
Filcams Cgil – Bari

      Ho letto l’articolo sulla bocciatura dell’ipotesi di accordo tra ente Fiera del levante e sindacati, comparso su la Repubblica Bari del 18 maggio, dal quale ho appreso che il presidente Lobuono si è aumentato l’appannaggio da 20.000.000 (vecchie lire) a 41.000,00 euro. Mi riferiscono, però, che il beneficio non lo abbia destinato solo a se stesso, ma lo abbia esteso anche ai consiglieri di amministrazione, i quali ogni volta che si riuniscono, per 10 minuti o più ore, oltre a partecipare all’immancabile buffet incassano da circa 800.000 a 1.000.000 (vecchie lire), che moltiplicate per una ventina di volte l’anno fanno qualche centinaio di milioni (vecchie lire), che sicuramente sarebbero sufficienti a soddisfare la parte di personale esclusa dai benefici nell’accordo contestato. Se a queste centinaia di milioni elargite al cda si aggiungono le centinaia a 4/5 consulenti (tra i quali qualche pensionato dell’Ente con il beneficio dell’incentivo all’esodo) – senza alcuna dimostrazione del valore aggiunto apportato dalla loro presenza – si potrebbe trasformare a full time il rapporto di lavoro part time di quei nostri colleghi condannati a vivere con 7.700,00 euro all’anno e sentirsi inutili per l’altra metà dell’anno: atteso la penuria di lavoro esistente nella nostra realtà. Quindi, la bocciatura dell’accordo in parola non è il frutto del risentimento degli esclusi dallo stesso, bensì, la rabbia per aver rinunciato responsabilmente (nell’ultimo accordo sottoscritto nel 1997) a tutti gli istituti contrattuali anomali e privilegianti per rendere possibili nuove assunzioni a costi più contenuti) ed esserne ripagati, dopo 7 anni, con un contratto offensivo per loro e privo di reali prospettive per gli altri: considerato che la direzione aziendale mentre sottoscrive l’elargizione di denari per una parte, si ripropone contestualmente di rivisitare (o ridurre) i costi fissi (e siamo sempre al costo del personale dipendente e chissà di quale parte). In assenza di malafede, sono certo che i contraenti potranno trovare alternative più onorevoli e condivise.