Lettera aperta al dott. Pratolongo, 9 novembre 2000

Il Corriere della Sera giovedì 9 novembre 2000.

Nell’articolo intitolato

"L’hamburger non è da cattolici"

viene attribuita al dott. Pratolongo la seguente frase
"I fatti sono diversi: noi serviamo panini per clienti di qualsiasi razza e religione e cerchiamo di adattarli alle loro tradizioni, al loro credo o alle loro consuetudini …"

nulla da eccepire, a parte un non particolare felice uso terminologico.

Da "Il razzismo spiegato a mia figlia" di Tahar Ben Jelloun (Bompiani)

"- Quali sono le prove scientifiche del razzista?
- Non cene sono. Ma il razzista crede o fa credere che lo straniero appartenga a un’altra razza, una razza che il razzista considera inferiore. Ma ha completamente torto: c’è una sola razza umana e basta. Chiamiamolo genere umano, o specie umana in contrapposizione alle specie animali. Tra le specie animali le differenze possono essere grandi. Prendiamo la specie canina e la specie bovina, per esempio. Un cane è diverso da una balena, una tigre è diversa da un rettile, eccetera. E anche in una stessa specie le differenze possono essere così importanti (per esempio, tra un pastore tedesco e un telkel) che diventa possibile definire delle razze. Ciò non è possibile per la specie umana, perché un uomo è uguale a un uomo.
- Ma, babbo, eppure si dice che uno è di razza nera o gialla: l’ho sentito dire spesso, anche a scuola. L’altro giorno la maestra ci ha detto che Abdou, che viene dal Mali, è di razza nera.
- Se davvero la tua insegnante ha detto così, allora ha sbagliato. Mi spiace molto dirtelo, perché so che le vuoi bene, ma commette un errore, e credo che non lo sappia neanche. Stammi bene a sentire, figlia mia: la razze umane non esistono. Esiste un genere umano nel quale ci sono uomini e donne, persone di colore, di alta statura o di statura bassa, con attitudini differenti e variate. E poi ci sono molte razze animali. La parola razza non ha una base scientifica. E’ stata usata per mettere in evidenza gli effetti di diversità apparenti, cioè di fisionomia, che non devono creare divisioni tra gli uomini. Non si ha diritto di basarsi su tali differenze fisiche – il colore della pelle, la statura, i tratti del viso – per dividere l’umanità in modo gerarchico. In altre parole non si ha diritto di credere che per il fatto di essere di pelle bianca uno abbia delle qualità in più rispetto a una persona di colore. Ti propongo di non utilizzare più la parola "razza". E’ stata a tal punto strumentalizzata da gente malintenzionata che è meglio sostituirla con l’espressione "genere umano". Allora si può dire che il genere umano è composto da gruppi diversi e differenti. Ma tutti gli uomini e tutte le donne del pianeta hanno nelle vene sangue della stessa tinta, sia che abbiano la pelle rosa, bianca, nera, marrone, gialla, o di altro colore. "

Si aspettano risposte all’indirizzo:

mcdonalds@filcams.cgil.it