LETTERA AL MINISTRO FORNERO: PREOCCUPAZIONE PER LA CONCILIAZIONE TEMPI DI VITA E DI LAVORO NEL COMMERCIO

26/01/2012

26 gennaio 2012

Lettera al Ministro Fornero: preoccupazione per la conciliazione tempi di vita e di lavoro nel commercio

“Le recenti iniziative in materia di orari commerciali aprono scenari inquietanti riguardo al già complesso tema della conciliazione tempi di vita e lavoro nei settori che rappresentiamo” apre cosi la lettera scritta unitariamente dalle Organizzazioni Sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil e inviata al Ministro delle Pari Opportunità, Elsa Fornero.
Una richiesta di incontro per affrontare il delicato tema della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per le lavoratrici del commercio, alla luce della totale liberalizzazione degli orari e delle aperture commerciali, disposta dal Governo Monti.

“Le lavoratrici che operano nella Grande Distribuzione Organizzata hanno contratti in gran parte part time di cui non possono decidere l’articolazione oraria, in quanto rappresentano spesso l’unica maniera per ottenere un’occupazione” spiegano i sindacati “un’occupazione, diciamo, stabile ma precaria dal punto di vista retributivo, che le obbliga a effettuare ore di straordinario/supplementare, per avere un salario decoroso.”

Il lavoro femminile in questo settore è sempre più povero e ricattabile.

“La nostra azione negoziale pressoché quotidiana, non basta a migliorarne le condizioni e le tutele, soprattutto in presenza di interventi normativi come quello della liberalizzazione degli orari commerciali dal suo Governo recentemente promosso.
Evidenziamo inoltre il concreto pericolo che le lavoratrici con problemi di conciliazione (cura dei figli in tenera età,assistenza a famigliari, anziani, e disabili), a fronte dell’insostenibilità di modifiche del propri turni che potrebbero estendersi anche in orario notturno, sia per il commercio che per i pubblici esercizi, sarebbero costrette a dimettersi, andando ad incrementare l’immensa platea delle disoccupate/inattive.”

“Siamo pertanto a chiederle un incontro con l’intento di fare uscire dall’ombra ingrata a cui sono state relegate le migliaia di lavoratrici dei settori che rappresentiamo, fermamente convinti che, anche in una fase di profonda crisi come quella che stiamo attraversando, si possa ancora impedire questa ulteriore, intollerabile discriminazione. “