Letta scrive ai sindacati: contratti, ora un nuovo modello

07/06/2005
    martedì 7 giugno 2005

    Pagina 25 – ECONOMIA

    Letta scrive ai sindacati: contratti, ora un nuovo modello

      ROMA – Non c’è ancora una data di convocazione sulla lettera inviata ieri alle parti sociali dal sottosegretario Gianni Letta, per annunciare l’avvio di un tavolo di confronto sul nuovo modello contrattuale. E si capisce. Già su questo punto i sindacati hanno posto condizioni. Diverse.

      «La Cisl è in fase congressuale. E fino a dopo il nostro congresso non apriamo nessuna consultazione» ha ribadito ieri il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, strappando dal calendario il foglio di giugno. «Se ci convocano andremo» ha commentato per la Cgil il segretario confederale, Carla Cantone. «Il governo deve rispondere su altre priorità – ha aggiunto – andremo a dirgli questo», già prefigurando che alla prima convocazione il maggiore sindacato possa far seguire una disponibilità solo per l’autunno. Di fronte alla crisi, attacca Cantone, «il governo vuole buttare fumo negli occhi della gente e noi non possiamo accettare di parlare d’altro» se non dei veri problemi del Paese. «Io voglio discutere – ha semplificato il leader della Uil, Luigi Angeletti – ma prima è auspicabile un confronto tra noi».

        Ma se le tre sigle sfogliano ancora l’agenda, il governo preme. A rompere gli indugi ci pensa il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi: «Il negoziato per il nuovo modello contrattuale e la riforma del dialogo tripartito connesso alla politica dei redditi, potrà ragionevolmente partire a luglio, dopo il congresso della Cisl, assumendo ovviamente a suo baricentro il settore privato». Luglio del resto è un mese che ha portato bene alla riforma della contrattazione, come testimoniano storicamente i due accordi siglati in piena canicola nel ’92 e nel ’93.

          Fin qui il metodo. Quanto al merito del confronto, dalle parole di Sacconi anche ieri è emerso chiaramente quanto gli obiettivi del governo e quelli della maggiore confederazione divergano. Il sottosegretario giudica «positiva» la notizia secondo cui la Cgil parteciperà al negoziato «anche se non ne riconosce quella priorità che, invece, è legata alla impellente necessità di adeguare le relazioni industriali agli obiettivi di crescita della competitività e, quindi, anche dei salari».

            Del resto, dal tema del confronto non si sfugge. E’ scritto a chiare lettere nella missiva di Letta: «La necessità di rivedere il protocollo del ’93 si rende improcrastinabile, tanto nel settore pubblico quanto in quello privato». Il governo ricorda, peraltro, di aver «già inviato una lettera alle confederazioni sindacali nella quale dichiara la propria intenzione di promuovere, in vista dell’avvio della prossima tornata contrattuale, un incontro di verifica tra le parti finalizzato alla valutazione del sistema contrattuale, con lo scopo di apportare, ove necessario, gli eventuali correttivi».

              Si sforza di vedere «rosa» il segretario generale aggiunto della Uil, Adriano Musi: «Ci sono due affermazioni importanti – sottolinea -: la prima è l’espressione "in vista della prossima tornata contrattuale", che dà per assodato il passaggio dall’Aran dei contratti del pubblico impiego e quello dei metalmeccanici. L’altra è quella di voler rivedere l’accordo ’93, che ha dimostrato limiti soprattutto nella contrattazione di secondo livello».

              Antonella Baccaro