Letta corregge Salvi, Cgil in trincea

19/03/2001

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Letta corregge Salvi, Cgil in trincea
Il ministro dell’Industria: "La voce del centrosinistra è solo quella di Rutelli". Epifani: "Imprenditori estremisti"

RICCARDO DE GENNARO


ROMA – La «guerra» alla Confindustria l’ha dichiarata apertamente il segretario generale Sergio Cofferati, che mentre le assise di Parma aprivano i battenti ha accusato gli industriali di «robuste bugie» e «mancanza di pudori». Ma la conferma che la Cgil è già in trincea è venuta ieri dal suo vice e, tra un anno, possibile successore, Guglielmo Epifani: «Dalla due giorni parmense esce una Confindustria estremista, esagerata nell’idea della centralità dell’impresa e assolutamente tradizionale nei suoi rapporti con la politica e con le finanze pubbliche», ha detto Epifani.
La Cgil sostiene che «la Confindustria non ha in alcun conto i diritti del mondo del lavoro, punta a una flessibilità senza regole e su questa strada si muove in contrasto non solo con il sindacato italiano, ma anche con le scelte che su questa materia si sono fatte e si fanno in Europa». Nel frattempo, la Fiom annuncia che dalla prossima settimana darà vita a «una campagna nelle fabbriche contro le dieci proposte degli industriali», giudicati «più a destra di Berlusconi». L’altolà alla Confindustria, però, viene anche dalla Cisl, sindacato tra i pù disponibili al dialogo con gli industriali sulla flessibilità: «La Confindustria pone una questione vera quando dice che questo Paese ha bisogno di attrezzarsi per reggere la competitività a livello più ampio – dice il segretario generale Savino Pezzotta – ma pone alcune questioni che per noi sono inaffrontabili, come l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori sui licenziamenti e le pensioni».
Sul fronte politico, il ministro dell’Industria, Enrico Letta, dice d’essere convinto che «al mondo imprenditoriale convenga alla lunga di più una continuità di governi di centrosinistra, capaci di garantire sviluppo e pace sociale insieme». Letta coglie anche l’occasione per «rintuzzare» le critiche del ministro del Lavoro, Cesare Salvi, alle proposte della Confindustria: «La sola voce del centrosinistra è quella del candidato premier Francesco Rutelli», dice l’esponente del Ppi rinnovando un duello non nuovo con il diessino. Il ministro dei Lavori Pubblici, Nerio Nesi, ricorda invece a D’Amato che «le leggi le fa il Parlamento e di questo gli imprenditori devono essere consapevoli». Poi racconta: «Qualche volta, nelle mie passate vesti di presidente della commissione Industria ho chiesto: lei, ogni tanto, pensa agli interessi del Paese? Questa domanda gelava anche i grandi industriali, i quali rispondevano che l’interesse della loro azienda corrisponde a quello generale del Paese». Ma così è difficile discutere, conclude Nesi.