L’estate al risparmio degli stranieri

11/09/2003



        Giovedí 11 Settembre 2003

        TURISMO


        L’estate al risparmio degli stranieri

        Turismo – Saldo con l’estero in calo del 12,7% nei primi sei mesi – Gli introiti in valuta sono diminuiti dell’1,6%

        VINCENZO CHIERCHIA


        MILANO – Conti sempre più in rosso per la bilancia turistica italiana, secondo le stime sui flussi finanziari dell’Uic (Ufficio italiano dei cambi). Dai dati emerge infatti che la spesa degli stranieri nel nostro paese è in caduta libera: nel mese di giugno è stata registrata una flessione tendenziale del 6,7% mentre il consuntivo del secondo trimestre dell’anno si chiude con un calo del 7,8% rispetto ai livelli del 2002.
        Il consuntivo globale dei primi sei mesi del 2003 si chiude in deficit, quindi, nonostante i dati positivi di inizio anno: il bilancio della prima parte dell’anno segna una flessione degli introiti valutari dell’1,6% rispetto al 2002. Mancano dunque all’appello circa 200 milioni di euro. Finora i turisti stranieri hanno speso nel nostro Paese 11,6 miliardi di euro a fronte degli 11,8 miliardi circa dello scorso anno.
        Il consuntivo della spesa degli stranieri dell’intero 2003 dovrebbe comunque attestarsi ben al di sotto dei 28,2 miliardi di euro del 2002.
        Il saldo complessivo della bilancia turistica però è in profondo rosso. La flessione accumulata dal saldo nei primi sei mesi dell’anno si attesta sul 12,7 per cento. L’attivo si è ridotto a 3 miliardi e 657 milioni di euro a fronte dei 4 miliardi e 189 milioni dei primi sei mesi dello scorso anno. Nel secondo trimestre in particolare il saldo si è appesantito del 15,9% sempre su base tendenziale. Nei primi sei mesi dell’anno gli italiani hanno speso all’estero poco più di 8 miliardi di euro, con un incremento del 4,4% rispetto al 2002. È in netto calo – sempre secondo i dati Uic – il numero dei pernottamenti in Italia dei turisti stranieri: dai 94 milioni e 397mila dei primi sei mesi del 2002 si è passati quest’anno a quota 87milioni e 857mila. Il numero dei transiti alle frontiere nello stesso periodo è calato da 17milioni e 919mila a 17milioni e 351mila. Quindi meno arrivi e soprattutto permanenze ridotte. A fare sentire la mancanza sono stati comunque i turisti d’Oltreoceano e quelli provenienti dal Far East, mentre lo scenario europeo, almeno nei primi sei mesi dell’anno, sia per vacanza che per affari, è apparso più stabile.
        Le previsioni al momento non promettono nulla di buono e, dal versante valutario, l’Azienda Italia dovrebbe avvantaggiarsi in misura molto contenuta quest’anno dalla spesa dei turisti stranieri.
        I dati previsionali Assoturismo-Confesercenti, ad esempio, prevedono un preconsuntivo 2003 in rosso. Nei mesi estivi, ossia nel terzo trimestre dell’anno, quello solitamente più ricco dal punto di vista valutario, si registra una flessione intorno all’1% degli arrivi, con punte del 3,4% nelle città d’arte, che sono tra le mete preferite da chi viene dall’estero. Più pessimistiche le rilevazioni di Fipe-Confcommercio: nei mesi estivi la presenza di turisti stranieri è diminuita dell’1,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E neppure le previsioni per settembre sono a questo punto improntate all’ottimismo.
        Secondo Confesercenti si profila una caduta del movimento turistico globale intorno all’1,4% su base tendenziale; e anche in questo caso le città d’arte sembrano ancora in netta sofferenza. Per i centri storici – rilevano le previsioni Confesercenti – si profila una caduta dei flussi, prevalentemente stranieri, intorno al 2,2% nei confronti del 2002, un anno peraltro difficile, a causa dell’emergenza terrorismo dopo gli attentati dell’11 settembre 2001.