L’entente cordiale tra Cgil e Confindustria

20/01/2005

    giovedì 20 gennaio 2005

      PRODUTTORI. MEZZOGIORNO,TFR E ORA ANCHE CONTRATTO DEI METALMECCANICI

      L’entente cordiale tra Cgil e Confindustria

      Sindacati e Confindustria insieme sul Mezzogiorno. Sindacati e Confindustria insieme sul Tfr. Unità nella diversità, naturalmente, ma ormai è molto più di una entente cordiale. E a suggellarlo c’è anche l’intervista che Guglielmo
      Epifani ha rilasciato ieri al Sole 24 Ore, nella quale manda messaggi nient’affatto diplomatici né, tantomeno, trasversali. La Cgil è favorevole a una reinterpretazione del Patto europeo di stabilità e crescita, non si oppone
      alle liberalizzazioni, né alla riforma fiscale, ma considera sbagliata la riduzione fiscale decisa dal governo e, per il contratto dei metalmeccanici,
      chiede «moderazione». Sia ai sindacati che alle imprese. Poco si aspetta dal confronto con il governo sulla competitività, che pure dovrebbe ripartire
      presto, Epifani, ma chiede che il negoziato affronti innanzitutto l’emergenza
      sociale, garantendo fondi per rifinanziare gli ammortizzatori sociali. Ieri mattina, peraltro, proprio molte delle più gravi crisi aziendali sono state al centro di un incontro a Palazzo Chigi fra il sottosegretario alla presidenza
      del Consiglio Letta e i segretari di Cgil, Cisl e Uil, che gli hanno espresso la loro "preoccupazione".

      Rispondendo al ministro del Welfare Roberto Maroni, che ha invitato i sindacati a «non agitarsi» perché sulla competitività il governo presenterà
      entro 15 giorni un documento articolato, il segretario della Cisl Savino Pezzotta gli ribatte: «Non sono assolutamente agitato, i problemi sono quelli. I sindacati hanno elaborato delle proposte, ora spero il governo le raccolga».
      Sindacati e imprese si incontreranno per mettere a punto un documento comune sull’utilizzo del Tfr per la previdenza integrativa, annuncia il
      segretario generale aggiunto della Uil Adriano Musi al termine di un incontro tra le parti sociali. I dati dell’Istat sulla produzione industriale dimostrano che «il Paese non cresce e il governo fa finta di non capirlo», afferma il segretario confederale della Cgil Carla Cantone, ricordando che il 15 febbraio, però a Milano, i tre sindacati presenteranno anche le loro proposte
      di politica industriale.

      Certo è che, più che disgelo, ormai siamo al barometro fisso sul bel tempo almeno da novembre (data della firma del documento comune tra Cgil, Cisl e Uil e Confindustria sul Mezzogiorno) e – dopo il primo incontro avuto con il governo a palazzo Chigi sul decreto sulla competitività – l’intesa Epifani-
      Montezemolo inizia a prendere i contorni di una vera e propria alleanza. Non
      stipulata alle spalle dei due altri sindacati confederali, Cisl e Uil, ma sostanzialmente di buona lena con i loro leader Savino Pezzotta e Luigi
      Angeletti. Ieri pomeriggio, nell’ambito della manifestazione "Ripartire dal Mezzogiorno" – nel corso della quale spicca l’intervento previsto del vicepresidente di Confindustria Ettore Artioli, oltre a quelli del procuratore nazionale antimafia Vigna, di rappresentanti delle Regioni e della Cei, – che vede riuniti i Consigli generali, ai loro dirigenti meridionali, delle tre confederazioni sindacali, sia Pezzotta sia Angeletti hanno evitato accuratamente di commentare l’intervista di Epifani, con i colleghi delle agenzie. «Non è nostro costume commentare le interviste altrui», fa sapere
      la Cisl, mentre Angeletti storce il naso di fronte a «qualunque richiesta di moderazione salariale, oggi». L’invito alla moderazione per il rinnovo
      contrattuale dei metalmeccanici era «rivolto alle imprese», precisa Epifani. Ma l’intervista al Sole parla chiaro. E il sasso lanciato da Epifani nello stagno si sente e produce i suoi effetti, anche in vista del faticoso e lento
      processo di revisione degli assetti contrattuali che ripartirà oggi grazie alla ripresa dei lavori della commissione interconfederali sui contratti. Intanto,
      Pezzotta, Epifani e Angeletti parleranno oggi davanti all’assemblea indetta
      sul Mezzogiorno davanti a 6 mila quadri e delegati di tutto il Sud che riempiranno la Fiera di Roma.