L’ente inutile che continua a batter cassa

15/09/2004


            SUPPLEMENTO AFFARE E FINANZA di lunedi 13 Settembre 2004
            MULTIMEDIA pag. 21
            Nomenklatura
            di ROBERTO PETRINI
            L’ente inutile che continua a batter cassa

            I tartassati ci sono ancora. Nei primi giorni di agosto di quest’anno circa 430 mila medici, farmacisti, dentisti e veterinari si sono visti recapitare a casa una «cartella» delle tasse che richiedeva un contributo medio annuo di circa 100 euro (ma il contributo era differenziato per età: tra i 33 e i 67 anni si pagavano 144 euro) emessa dall’Onaosi, l’Opera nazionale per l’assistenza agli orfani dei sanitari italiani. Come è potuto accadere? Niente di più legittimo. Un comma nascosto della Finanziaria 2003 prevedeva il balzello a favore di un ente che nel 1989 sta per essere dichiarato inutile e che ora incassa 43 milioni di euro pari a circa 80 miliardi di lire. Il nobile scopo di assistenza agli orfani di odontoiatri e cardiologi non è piaciuto alle categorie che hanno chiesto al Tar di annullare tutto. Indignati la Federfarma e i relativi sindacati di categoria aderenti a Cgil, Cisl e Uil. «L’Onaosi spiega la nota è una fondazione privata che opera nel campo dell’assistenza sociosanitaria agli orfani e ai figli disabili dei sanitari. I sindacati dei dipendenti di farmacia e Federfarma si chiedono come sia possibile che un soggetto privato ottenga per legge un finanziamento di tale portata». E prosegue: «Facciamo due conti: calcolando un contributo medio annuale di 100 euro, l’Onaosi otterrebbe un finanziamento annuale di circa 43 milioni di euro, pari a oltre 80 miliardi di vecchie lire. Una somma consistente, elargita senza neanche sapere quanti sono i beneficiari dell’assistenza, quali prestazioni ricevono e quanto costa la gestione dell’ente». Naturalmente si può sostenere che categorie come medici e farmacisti non avrebbero problemi a pagare i 100 euro richiesti, ma forse sarebbe meglio che un aumento della pressione su queste professioni se necessario vada alla fiscalità generale all’Irpef o all’Iva.

            La notizia fa il paio con la denuncia fatta la passata settimana dall’associazione Contribuenti.it guidata da Vittorio Carlomagno. Gli ultracentenari, circa 5.000 in Italia, rischiano oggi giorno un incidente con l’erario. Perché? Perché il codice fiscale è tarato solo fino a 99 anni: chi ne ha 100 o 1001 figura come un neonato classe 2000 o 2001. Siccome il codice fiscale figura in tutti i rapporti con il fisco il computer fa scattare un accertamento per errori formali. Che fare Sostituire tutti i codici costerebbe troppo, pensare che il problema è transitorio non è carino tanto più che la demografia dice il contrario. La proposta di Giorgio Benvenuto e di altri parlamentari che hanno presentato un progetto di legge è di esentare i supernonni dal pagamento delle tasse. Forse lo meriterebbero