L’Enpaf si apre ai nuovi iscritti

14/01/2004


      Martedí 13 Gennaio 2004

      LIBERE PROFESSIONI


      L’Enpaf si apre ai nuovi iscritti

      Previdenza – Approvate le modifiche al regolamento della Cassa farmacisti


      ROMA – Per i vecchi iscritti, la flessibilità di incrementare versamenti (e dunque le future prestazioni). Per i nuovi aderenti, invece, la possibilità di costruirsi, per la prima volta, una storia contributiva. Che, se non sarà sufficiente a maturare l’assegno previdenziale, darà comunque diritto a ricevere assistenza e indennità di maternità. Questi, in sintesi, i cardini su cui ruotano le modifiche al regolamento dell’Enpaf (l’ente di previdenza dei farmacisti), approvato lo scorso 23 dicembre dal ministero del Lavoro, d’intesa con i colleghi dell’Economia. «Una revisione non dettata da esigenze finanziarie – ha sottolineato il direttore generale della Cassa, Marco Lazzari – ma dalla volontà di creare opportunità, soprattutto per i nuovi iscritti». Con il 1° gennaio 2004, dunque, sostanziose le novità. Essenziale, la possibilità, per i farmacisti dipendenti (e, dunque, dipendenti da Inps o Inpdap per il trattamento previdenziale) o disoccupati, di iscriversi comunque alla Cassa, versando un contributo di solidarietà. Di fatto, per chi aderisce per la prima volta all’Enpaf, a partire dal 1° gennaio 2004, si dà la possibilità di effettuare il versamento di solidarietà, pari al 3% del contributo previdenziale intero dell’anno corrente. Versamento che si aggiunge al contributo di assistenza e a quello di maternità. E che, pur non dando diritto a ricevere in futuro un trattamento previdenziale vero e proprio, consente di beneficiare, in caso di malattia o di attesa di un figlio, di un assegno integrativo. Aumenta anche l’importo annuo minimo di pensione, che viene erogato su un modello «a prestazioni definite»: ovvero, un contributo fisso per tutti gli iscritti che può essere incrementato individualmente da maggiori versamenti volontari durante la vita lavorativa. Dal 2004, rapportato a 30 anni di contribuzione intera per le anzianità successive al 31 dicembre 2003, è pari a oltre 6.713 euro l’anno. Si tratta di un aumento di oltre il 50% rispetto ai coefficienti economici sinora utilizzati e immediatamente applicabile secondo il criterio del pro–rata. Con la possibilità, per chi abbia versato, ininterrottamente, contributi interi dal 1995 al 2003 (senza essersi ancora ritirato), di usufruire dei nuovi importi di pensione anche per periodi antecedenti al 2004. "Premiato" chi decide di versare una contribuzione doppia o tripla. Riceverà, in proporzione agli anni, oltre all’aumento (doppio o triplo) di pensione, anche un ulteriore incremento, rispettivamente del 10% e del 15 per cento. Sarà più appetibile, per i giovani, riscattare gli anni universitari: l’iscritto che presenta domanda dal 1° gennaio 2004, potrà usufruire di coefficienti economici di pensione più alti rispetto a quelli applicati per i riscatti precedentemente attivati. Mentre per i tanti titolari di farmacie, che desiderano restare in attività anche oltre il limite dei 65 anni, sarà possibile procrastinare la pensione di vecchiaia da uno sino a 10 anni. Decisione, naturalmente, revocabile dall’interessato in qualunque momento. LAURA CAVESTRI