L’Enit può ancora attendere

09/02/2005

    mercoledì 9 febbraio 2005
    pagina 15

    L’Enit può ancora attendere
    Il vertice governo-regioni-imprese affida la questione a un tavolo tecnico. Riforma rinviata, Sviluppo Italia non sarà socio

    Massimo Galli

    Sviluppo Italia non entrerà come socio nel nuovo Enit. È quanto emerso dal vertice governo-regioni-imprese, svoltosi a palazzo Chigi alla presenza del sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta e dei ministri Siniscalco, Stanca e La Loggia. Al tavolo una rappresentanza degli assessori regionali al turismo, guidata dal coordinatore Gianni Plinio, il presidente dell’Enit Amedeo Ottaviani, i presidenti di Federturismo-Confindustria, Costanzo Jannotti Pecci, di Confturismo-Confcommercio, Bernabò Bocca e di Assoturismo-Confesercenti, Claudio Albonetti.

    È stato Letta a spiegare che la società guidata da Massimo Caputi, che secondo recenti indiscrezioni avrebbe dovuto prendere le redini della nuova agenzia per il turismo, in realtà avrà il ruolo di advisor del governo. ´Quindi non c’è l’idea di entrare nell’Enit’, osserva Gianni Plinio.

    In realtà, è stato l’unico accenno del governo a una questione scottante, che si trascina da mesi, al centro di polemiche e scontri incrociati per il controllo del consiglio di amministrazione. In ballo, però, c’è soprattutto l’operatività dell’organismo. Il suo presidente, Amedeo Ottaviani, ha fatto presente ´l’assoluta urgenza di finanziare l’Enit per il 2005, per evitare il rischio di una soppressione delle manifestazioni previste nel secondo semestre’. Ottaviani ha precisato che ´il budget per la promozione dovrebbe essere di circa 85 milioni di euro’, a fronte degli attuali 24 milioni previsti dalla Finanziaria.

    Dal vertice sono scaturite due decisioni: la cabina di regia nazionale per il turismo, che sarà istituzionalizzata attraverso un apposito dpcm, e un tavolo tecnico, formato da sette rappresentanti del governo e da altrettanti delle regioni, con facoltà di consultare le associazioni di categoria, per redigere il capitolo turismo all’interno del decreto sulla competitività, in fase di elaborazione. ´Sarà la sede in cui ci occuperemo con la massima urgenza di questioni come la riforma dell’Enit e i finanziamenti della legge 135′, precisa Plinio, che parla inoltre di ´grande compattezza del fronte regioni-imprese, insieme con le significative aperture da parte governativa’. Del resto, aggiunge Plinio, ´non si poteva pretendere che in due ore si affrontassero tutti gli argomenti sul tappeto’.

    Se l’assessore del Veneto, Floriano Pra, è tornato sulla necessità di trovare una risposta al problema dei canoni demaniali per le spiagge, il suo collega dell’Emilia Romagna, Guido Pasi, si è detto deluso perché, ´dopo le promesse ascoltate alla Conferenza di Genova, la riforma dell’Enit è stata derubricata e in zona Cesarini è stata partorita un’iniziativa, quella del tavolo di armonizzazione stato-regioni, che va bene ma è inferiore alle aspettative’.

    Reazioni non unanimi sul fronte degli imprenditori. Claudio Albonetti, numero uno di Assoturismo, si è detto ´molto deluso, perché nessuno dei grandi temi sul tappeto è stato citato: dall’Enit all’Iva, dal finanziamento della legge 135 ai canoni demaniali’. Oltretutto, continua Albonetti, ´ancora una volta l’incontro si è concluso rinviando la concretizzazione delle soluzioni, sempre più urgenti, a nuovi tavoli istituzionali dai quali, peraltro, le associazioni resterebbero escluse’.

    Più possibilista Bernabò Bocca (Confturismo) che, al di là del tavolo tecnico al quale il mondo delle imprese potrà manifestare le proprie esigenze, afferma che non è scontata l’esclusione dalla cabina di regia. Bocca auspica inoltre ´un intervento tampone per garantire risorse finanziarie all’Enit, e poi la riforma dell’istituto, fermo restando il suo assetto pubblicistico’.

    Intanto il ministro per l’innovazione e le tecnologie, Lucio Stanca, ha annunciato lo stanziamento di 45 milioni di euro per il portale internet Italia.it. (riproduzione riservata)