L’Enasarco rettifica il bando

04/03/2005
    giovedì 3 marzo 2005

    pagina 47 Agenti di commercio

      L’Enasarco rettifica il bando

        Gli sviluppi nella questione della gara d’appalto per la gestione degli immobili. Slitta il termine di presentazione delle domande

          Vincenzo Lucarelli

            ItaliaOggi nell’articolo pubblicato giovedì 17 febbraio aveva dato grande risalto alle contestazioni mosse dal segretario generale della Federagenti, organizzazione maggiormente rappresentativa degli agenti e rappresentanti di commercio aderente alla Cisal, al tipo di procedura scelto dalla fondazione Enasarco per l’espletamento della gara di appalto bandita per affidare la gestione e la valorizzazione del patrimonio immobiliare dell’ente a una società esterna con l’obiettivo di governarne la parziale dismissione.

              La questione, proprio per la sua delicatezza, ha costituito anche oggetto dell’interrogazione parlamentare n. 4-13026 presentata giorni fa da ben 30 parlamentari di Forza Italia, primo firmatario Antonino Gazzara.

                Nell’interrogazione, indirizzata al presidente del consiglio e al ministro del lavoro e delle politiche sociali, si chiedeva un intervento per ottenere lo spostamento del termine breve di soli 20 giorni fissato dalla fondazione per la presentazione delle domande di partecipazione alla gara perché il ricorso alla procedura accelerata avrebbe potuto limitare il numero dei partecipanti, così coma la stessa Federagenti aveva sottolineato.

                  In data 22 febbraio 2005 la fondazione Enasarco ha rettificato il bando di gara, spostando il termine di presentazione delle domande dal 28 febbraio al 15 marzo.

                    Il segretario generale della Federagenti, Fulvio De Gregorio, intervistato sull’argomento, ha così commentato la vicenda: ´La nostra federazione non vede di buon occhio la vendita degli immobili perché questi costituiscono la garanzia principale delle pensioni della categoria, come dimostra senza alcun dubbio la grossa rivalutazione ascritta a tale titolo nei bilanci degli ultimi anni. Né francamente ci convince la strada scelta dal consiglio della fondazione di delegare all’esterno la gestione di un’operazione che le strutture e le professionalità interne avrebbero tranquillamente potuto portare in porto. Ciò premesso, dobbiamo prendere atto del fatto che, a quanto pare, le altre associazioni maggiormente rappresentative sembrano condividere l’operazione. Noi, comunque, non intendiamo abdicare al nostro ruolo che ci consente di intervenire e di adoperarci perché il tutto avvenga con la massima trasparenza e nel pieno rispetto delle regole per evitare che la dismissione si possa tradurre in un danno irreparabile per la categoria’.

                      Federagenti può ritenersi dunque soddisfatta? ´Sotto un profilo sostanziale’, ha risposto De Gregorio, ´si è chiarito che le nostre tesi non sono frutto di un’opposizione di principio, come qualcuno vorrebbe far credere, ma sono basate su fatti e, soprattutto, perseguono l’interesse della stessa fondazione.

                      Sotto il profilo formale, invece, non possiamo dire altrettanto perché riteniamo che nella rettifica la fondazione non abbia tenuto conto del chiaro disposto dell’articolo 10, comma 1, del decreto legislativo n. 157/95, che per le procedure non accelerate prescrive testualmente che il termine di ricezione delle domande di partecipazione non possa essere inferiore a 37 giorni dalla data di spedizione del bando all’ufficio competente dell’Unione europea.

                        Nella fattispecie, il bando originario è stato spedito l’8 febbraio 2005 e quindi il termine di 37 giorni andrebbe a scadere il 16 e non il 15 marzo. Questo ci preoccupa perché potrebbe costituire motivo di ricorso e ci pare strano che si metta a rischio il corretto espletamento di una gara di grande rilevanza per un solo giorno di differenza’.
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