L’Enasarco cambia pagina

10/12/2004


             
            venerdì 10 dicembre 2004
            pagina 5
             
             
             
            L’Enasarco cambia pagina
             
            L’ente assistenza agenti di commercio punterà anche sulla sanità integrativa.
            Dismetterà il 50% del patrimonio immobiliare
             Roberto Miliacca
            Parte la rivoluzione dell’Enasarco. L’Ente nazionale di assistenza dei 350 mila agenti e rappresentanti di commercio italiani ha infatti deciso di rivedere la propria attività, puntando sul business dell’assistenza sanitaria integrativa e sul recupero di efficienza dell’enorme patrimonio immobiliare posseduto: oltre 18 mila tra unità destinate a uso abitativo e uffici (14 mila solo a Roma), per un valore di libro superiore ai 3 miliardi di euro. Qualcosa che oggi rappresenta il 65% del patrimonio complessivo dell’ente.

            L’obiettivo è quello di dismettere, entro i prossimi tre anni, la parte meno remunerativa degli immobili, circa la metà, per un controvalore di base stimato intorno agli 1,5-1,6 miliardi di euro.
            La significativa modifica delle strategie di investimento della Fondazione Enasarco è stata illustrata ieri dal suo presidente, Donato Porreca, e punta a evitare i rischi di perdite di valore degli immobili connessi all’andamento dei mercati. Infatti, spiega Porreca, ´i rendimenti prodotti dagli attivi posti a copertura delle riserve devono essere in grado di più che compensare l’erosione monetaria’, anche perché ´l’attuale rendimento dello 0,7-0,8% è inaccettabile e immorale’.

            Di qui la decisione del consiglio di amministrazione di Enasarco, che verrà formalizzata entro la fine del mese, di procedere a interventi non solo per una maggiore e migliore valorizzazione del patrimonio immobiliare, ma anche per una nuova gestione del patrimonio mobiliare, più consona all’introduzione del sistema contributivo.

            Il primo passo del consiglio di amministrazione dell’ente di assistenza sarà quello di individuare, attraverso un bando di gara europeo, un general contractor per la scelta dei fondi cui conferire il patrimonio immobiliare. Fondi che, dopo le opportune due diligence, saranno chiamati o a dismettere le unità di minor pregio, periferiche e con elevati costi di manutenzione (tutelando però gli interessi specifici degli inquilini) o a realizzare il reddito massimo dalla gestione delle unità migliori, quelle con destinazioni commerciali, di ufficio oppure residenziali nelle zone centrali.

            ´La supervisione sarà comunque dell’Enasarco’, ha spiegato ieri Porreca, ´per garantire gli aspetti sociali dell’operazione. Nel senso che per noi sarà fondamentale la tutela degli interessi degli inquilini. A essere ceduti, secondo le prime stime, saranno immobili per un valore base di circa 1,5-1,6 miliardi’.

            Nel bando di gara, ha rilevato ancora il presidente della fondazione, ´abbiamo posto tre punti fermi: che non si verifichi alcun tipo di minusvalenza per l’Enasarco, che non ci siano problemi per il personale (gli 82 dipendenti del settore manutenzione saranno riassorbiti dal general contractor) e che la fondazione possa monetizzare in qualsiasi momento le quote di conferimento ai fondi’.
            Perché l’operazione vada a regime Porreca prevede un termine di due-tre anni.

            Anche sul fronte della valorizzazione del patrimonio mobiliare l’Enasarco si è adeguata ai tempi: è stato scelto un ´gestore dei gestori’, cioè un’istituzione finanziaria svizzera autonoma (la Fincor di Zurigo) in qualità di advisor per la scelta dei gestori professionali nelle linee di investimento che saranno individuate.

            La Fondazione Enasarco ha anche allo studio la costituzione e la gestione di un sistema di assistenza sanitaria integrativa per agenti e rappresentanti. Non ultimo, nel processo di riorganizzazione avviato da Porreca e che ha portato all’autoriforma della previdenza con la scelta del sistema contributivo, c’è il processo di ristrutturazione interna, con l’informatizzazione dell’ex ente, la realizzazione, entro fine anno, di un contact center e il pagamento on-line dei contributi per velocizzare anche le procedure di liquidazione delle pensioni. (riproduzione riservata)