L’Enasarco alla frutta (R.Miliacca)

03/04/2007
    martedì 3 aprile 2007

    Pagina 5 – Primo Piano

    Il Caso

      L’Enasarco alla frutta fa da apripista
      al progetto del governo sul SuperInps

        di Roberto Miliacca

          Otto anni di vita. Questo è quanto rimane di tempo a Enasarco, l’ente di previdenza degli agenti di commercio, prima di chiudere i battenti e di dover portare i bilanci in tribunale. Qualche anno in più, cioè fino al 2019, se si tiene conto del saldo patrimoniale dell’ente. A fare il punto sullo stato di asfissia in cui versa l’ente previdenziale, travolto, nei mesi scorsi, dallo scandalo dei furbetti del quartierino (a fine ottobre dello scorso anno l’ex presidente Donato Porreca è stato indagato insieme all’ex presidente di Confcommercio, Sergio Billè, e al consulente finanziario Fulvio Gismondi per la vendita del patrimonio immobiliare dell’Enasarco, che, secondo quanto sostiene la procura di Roma, sarebbe avvenuta attraverso una gara confezionata per essere aggiudicata all’immobiliarista Stefano Ricucci, ndr), è stato Giovanni Pollastrini, commissario straordinario della Fondazione Enasarco. Che, in una lettera inviata venerdì al ministro dell’economia Tommaso Padoa-Schioppa e a quello del lavoro Cesare Damiano, a poche settimane dalla scadenza del suo mandato (finirà ufficialmente il prossimo 7 maggio), non nasconde la situazione tragica in cui versa l’ente. ´È doveroso segnalare che il bilancio tecnico attuariale, da me commissionato, evidenzia seri problemi di sostenibilità finanziaria per l’ente’, scrive Pollastrini, che è un tecnico nel settore della previdenza, in quanto, prima di essere braccio destro di Damiano (è colui che sta seguendo, al dicastero del lavoro, tutta la partita tfr), è stato anche dirigente della Ras. ´Il saldo previdenziale (di Enasarco, ndr) risulta negativo a partire dal 2015 e quello patrimoniale a partire dal 2019. Le previsioni sono, quindi, al di sotto del periodo di stabilità di 15 anni cui sono soggetti gli enti previdenziali privatizzati, previsto dalla precedente normativa, e ancor di più se si considerano le modifiche introdotte dalle recenti disposizioni di legge, che hanno esteso tale periodo a 30 anni’. Insomma, Pollastrini segnala che, proprio per effetto dell’allungamento dei tempi per la verifica della sostenibilità attuariale dei conti degli enti previdenziali, introdotta dalla Finanziaria 2007, per i circa 210 mila agenti di commercio che esercitano e che versano obbligatoriamente alla cassa i loro contributi previdenziali, non c’è praticamente alcuna speranza di aver diritto a percepire la pensione da Enasarco. Salvo che questa non si fonda con qualche altro ente, tipo l’Inps, attraverso quel processo di ristrutturazione del sistema previdenziale che il governo va da tempo predicando. Il commissario straordinario non lo dice espressamente nella sua lettera, ma pare proprio questa la strada che il ministro Damiano dovrebbe perseguire. ´Per quanto concerne l’amministrazione dell’ente, è emerso il problema della sua governance, con particolare riferimento agli aspetti connessi alla rappresentanza delle parti sociali e ai meccanismi di nomina del consiglio di amministrazione, disciplinati dallo statuto attualmente in vigore, redatto a seguito della privatizzazione avvenuta nel 1997′, scrive Pollastrini. ´È stato, altresì, precisato che l’esigenza del tempestivo ripristino dei ruoli e delle funzioni istituzionali degli organi amministrativi, ivi compresa la nomina di un nuovo cda, non potrebbe prescindere, al fine di garantire la corretta operatività della fondazione e quindi il proficuo e ottimale rendimento dei contributi amministrati, dalla riconsiderazione preventiva e consensuale delle relative e specifiche regole statutarie, che fino a oggi hanno influenzato la conduzione stessa dell’ente’. Il commissario ipotizza una serie di soluzioni per garantire la governance all’interno di un equilibrio di pesi tra organizzazioni sindacali e datoriali, con componenti del nuovo cda in parte eletti e in parte designati. Ed è su questo punto che si incentrano i dubbi principali di chi vede il rischio che il governo voglia procedere a una revisione dello statuto dell’ente privatizzato per cambiare l’assetto del cda e spianare la strada a un rientro dell’Enasarco nella sfera pubblica. Preoccupazione espressa per esempio dal segretario generale di Federagenti, Fulvio De Gregorio, che chiede a Damiano di convocare al più presto le parti sociali per discutere di conti e cda.