L’emersione si avvia alla terza proroga

26/07/2002

26 luglio 2002



Le parti sociali chiedono l’estensione del periodo agevolato e la possibilità di mettere in regola gli immigrati
L’emersione si avvia alla terza proroga
B.F.
ROMA – La lotta al sommerso non è finalizzata ad aumentare il gettito ma la legalità. Così il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha risposto alle forti critiche dell’opposizione sull’inefficacia dimostrata finora dalla disciplina contro il lavoro nero. «Il nostro – ha spiegato Tremonti – è il primo Governo ad aver proposto al Parlamento una legge al riguardo; in molti anni non era stato fatto nessun tentativo del genere. Si tratta di un fenomeno che si è radicato in 20 o 30 anni e che non si può eliminare in due o tre mesi». E, probabilmente, i termini per l’emersione saranno nuovamente prorogati. Tremonti ha poi ricordato che «la Guardia di Finanza, dall’inizio dell’anno ha concentrato il 40% delle sue risorse sul sommerso». Il ministro non si spinge oltre. Ma l’avviso comune consegnato mercoledì dalle parti sociali al Governo implica necessariamente una modifica all’attuale legge. Ecco perché.
Ruolo delle parti sociali. Nel documento viene esplicitamente chiesta una profonda revisione di tutta quella parte relativa alla cosidetta emersione progressiva che, secondo la legge in vigore, assegna al sindaco un ruolo decisivo a partire dal ricevimento delle domande che dovrebbe avvenire entro il prossimo 30 settembre. Nell’avviso comune si chiede che i minimi contrattuali siano decisi attraverso accordi provinciali sottoscritti dalle organizzazioni più rappresentative (in mancanza di rappresentanza a livello provinciale gli accordi potranno essere conclusi a livello regionale o provinciale). Salta quindi la delibera Cipe che aveva fissato al 70% del contratto nazionale la retribuzione minima per i lavoratori interessati dai programmi di emersione.
I nuovi comitati per l’emersione. Il ruolo di verifica dei piani non dovrà più spettare al sindaco bensì ai Cles (Comitati per il lavoro e l’emersione del sommmerso) in cui saranno presenti anzitutto le parti sociali insieme con le amministrazioni coinvolte (ministero del Lavoro, Ambiente, Asl, Comune, Prefettura, Inps, Inail) e saranno integrati dagli attuali Comitati per l’emersione. Saranno i Cles a ricevere i piani e a valutarli. E questo garantirà al datore di lavoro, in caso di approvazione, di non dover temere «eventuali contestazioni da parte dei competenti organi ispettivi».
Estensione del periodo di emersione. Un altro punto fondamentale è la richiesta di estendere da tre a cinque anni il periodo di sgravi contributivi per le aziende che emergono. Questa decisione – si sottolinea nell’avviso comune – dovrà però avvenire «senza pregiudizio per il trattamento pensionistico dei lavoratori interessati». In sostanza, le parti sociali chiedono al Governo di coprire con fondi pubblici la mancata corresponsione dei contributi nel periodo interessato dagli sgravi. Una richiesta per la quale il Governo ha già detto di voler «verificare la compatibilità finanziaria».
Regolarizzazione degli immigrati. Anche gli immigrati che abbiano lavorato in violazione dell’attuale normativa fiscale e previdenziale potranno essere coinvolti dai programmi di emersione. Nel testo dell’avviso comune si fa esplicito riferimento alla nuova legge sull’immigrazione.
Contratti di riallineamento. Nel documento, inoltre, viene ricucita la cesura imposta dall attuale normativa tra le nuove regole per l’emersione e i vecchi contratti di riallineamento, ovvero quegli accordi che consentivano alle imprese di uusufruire di sgravi contributivi e anche di una retribuzione inferiore a quella prevista dai contratti nazionali. Secondo l’avviso comune, le «imprese che hanno fatto ricorso ai contratti di riallineamento e che già in corso di applicazione di tali contratti non sono riuscite a rispettare gli obblighi assunti, ovvero che alla conclusione del periodo previsto per il riallineamento non sono riuscite a corrispondere i minimi contrattuali nazionali, potranno accedere ai programmi di emersione progressiva». Imprese e sindacati puntano, infatti, a estendere il più possibile le fattispecie interessate dalle agevolazioni. Che dovrebbere comprendere anche i cosiddetti lavoratori «grigi» ossia quelli per cui si è realizzata solo una parziale violazione degli obblighi contrattuali.
Proroga dei termini. Le parti sociali chiedono di rivedere la scadenza del 30 novembre – sarebbe la terza proroga del termine iniziale fissato al 30 novembre 2001 – per consentire l’effettivo recepimento di tutte le proposte presentate.