L’emersione chiude i conti con il passato

08/02/2002





Sommerso – La delibera del Cipe in via di pubblicazione sulla �Gazzetta� affronta i problemi del lavoro legati alla dichiarazione
L’emersione chiude i conti con il passato
Datori e dipendenti invitati a un accordo sul pregresso
Maria Rosa Gheido
Il programma di emersione del lavoro irregolare proposto dal datore di lavoro, al quale il lavoratore interessato assicuri la propria adesione, diventa un vero e proprio contratto, un’intesa fra le parti che le vincola anche per i periodi pregressi. Si delinea, quindi, la regolamentazione lavoristica del provvedimento che, seppur in presenza di disposizioni fiscali e contributive interessanti, appariva fin qui scarsamente appetibile per l’indeterminatezza nei rapporti fra le parti interessate come pi� volte segnalato dal Sole-24 Ore. La delibera assunta dal Cipe il 15 novembre 2001 e in corso di pubblicazione sulla �Gazzetta Ufficiale� aiuta ad affrontare questo aspetto in quanto approva �le linee guida per il piano di emersione del lavoro irregolare� e delinea i comportamenti che le parti interessate si impegnano a tenere. Punto di partenza e condizione essenziale per l’emersione del lavoro irregolare rimane, ovviamente, la presentazione della dichiarazione del datore di lavoro entro il 1� luglio 2002, termine fissato dalla legge 448/2001. � con tale dichiarazione che il datore di lavoro �garantisce la veridicit� dei dati ivi indicati� e soprattutto si rende garante della manifestazione di volont� del lavoratore di aderire al programma di emersione proposto ai sensi dell’articolo 1 della legge 383. Senza questa adesione l’emersione, anche se esplica pienamente i propri effetti in termini di benefici fiscali e contributivi per il datore di lavoro dichiarante, rimane un’operazione incompleta, dalla quale il lavoratore � escluso, con effetti peraltro tuttora incerti per entrambe le parti. Perch� le misure per l’emersione raggiungano gli obiettivi che la norma si pone – e che il Cipe riassume nella tutela previdenziale del lavoratore, nel recupero di gettito per l’erario, nella corretta concorrenza e nel rispetto delle regole del mercato del lavoro e del sistema economico del Paese – occorre che entrambe le parti in gioco, datore di lavoro e lavoratore, diano piena adesione al programma di emersione. L’aver fin qui focalizzato l’attenzione sui benefici fiscali, contributivi o previdenziali di una parte piuttosto che dell’altra, ha probabilmente indotto a trascurare che, per la tecnica del provvedimento stesso, le parti con l’emersione sono invogliate a una stabilizzazione del rapporto di lavoro che, in molti casi ha alle spalle periodi di irregolarit� pi� o meno lunghi. Le linee guida proposte dal Cipe prevedono, pertanto, che il programma di emersione disciplini: il rapporto di lavoro, dalla data di emersione alla fine del triennio agevolato; le modalit� di regolarizzazione del lavoro prestato negli anni pregressi. Il datore di lavoro quindi, con il programma di emersione si impegna ad "assumere" il lavoratore irregolare e a regolarizzare, con il versamento della somma sostitutiva delle imposte dei contributi e dei premi assicurativi, i periodi antecedenti la "regolarizzazione" del rapporto di lavoro, che inizia regolarmente con la dichiarazione di emersione, senza effetti, in tal senso, retroattivi. Le parti interessate – datore di lavoro e lavoratore – dopo aver riconosciuto il comune interesse alla regolarizzazione del rapporto di lavoro, possono quindi utilizzare la dichiarazione di emersione come proposta di concordato per i periodi lavorativi pregressi. In tal caso il programma di emersione potr� stabilire eventuali modalit� transattive, anche se l’adesione del lavoratore al programma assume, comunque, valore di intesa e quindi transazione per i periodi antecedenti la regolarizzazione. Il documento del Cipe introduce, peraltro, l’impegno del datore di lavoro a privilegiare la stabilizzazione del rapporto regolarizzato – la cui cessazione dovr� essere comunicata oltre che ai servizi per l’Impiego anche al servizio Ispettivo della direzione provinciale del Lavoro – e l’impegno ad adeguare, entro il termine di durata del programma di emersione, i luoghi di lavoro alla vigente normativa in materia di sicurezza e igiene. Di contro, l’Inail si impegna a fornire attivit� di formazione, consulenza e assistenza nella suddetta materia, sottolineando la possibilit� per i datori di lavoro di accedere ai finanziamenti stabiliti dal decreto legislativo 38/2000 per la messa in sicurezza delle strutture e dell’organizzazione aziendale.

Venerd� 08 Febbraio 2002