L’emersione all’ultimo atto

19/11/2002


ItaliaOggi (Lavoro e Previdenza)
Numero
274, pag. 34 del 19/11/2002
Teresa Pittelli


Oggi al senato il via libera definitivo al decreto legge 210/2002 con la proroga.

L’emersione all’ultimo atto

La dichiarazione progressiva slitta al 15 maggio

Emersione dal nero ultimo atto. Oggi l’aula del senato dovrebbe dare il via libera definitivo al decreto legge n. 210/2002 per l’emersione del lavoro irregolare, che offre una chance in più, fino a maggio 2003, agli imprenditori che non sono ancora emersi. E che non usufruiranno della cosiddetta emersione automatica, la sanatoria lanciata dal governo nel pacchetto dei 100 giorni con la legge 383/2001, che scade tra meno di due settimane (sabato 30 novembre il termine ultimo per inviare la domanda). Il decreto legge sul sommerso, oggi all’esame dell’aula di palazzo Madama, infatti, proroga al 15 maggio 2003 il termine per presentare la dichiarazione di emersione progressiva. Secondo il relatore in commissione lavoro, Carmelo Morra (Fi), ´il testo del dl è migliorato nei due passaggi parlamentari, ed è quindi pronto per l’approvazione dell’aula (il dl scade il 24 novembre, ndr)’. Le modifiche apportate dalla camera riguardano, in particolare, i Cles, che opereranno in accordo con le commissioni provinciali ´integrate da un membro designato da ciascuna organizzazione firmataria dell’avviso comune del 19 luglio’. E che saranno obbligati a sottoporre il piano di emersione al parere del comune competente, da rendere entro 30 giorni, ´quando coinvolga interessi urbanistici e ambientali’.

- Emersione automatica e progressiva. La regolarizzazione prevista dal dl 210, in via di conversione, è un percorso di allineamento triennale delle retribuzioni dei lavoratori ai minimi previsti dai contratti collettivi nazionali. Prevede, quindi, una regolarizzazione più ´procedurale’ rispetto a quella automatica, che consente immediatamente una sanatoria per il passato, e incentivi per i prossimi tre anni, a chi fa la denuncia entro il 30 novembre. Nella progressiva, invece, il datore di lavoro dovrà elaborare un piano di emersione individuale, da sottoporre entro il 28 febbraio 2003 alla valutazione dei Cles. Ovvero i comitati provinciali per l’emersione istituiti dal decreto, che valuteranno la fattibilità tecnica del piano, e in questo assumeranno il ruolo che, nella precedente disciplina, era stato affidato al sindaco. I Cles, già costituiti in quasi tutte le province italiane, dovranno elaborare un parere e inoltrarlo alle autorità competenti, che poi, entro 60 giorni, rilasceranno le autorizzazioni. Entro il 15 maggio, infine, occorrerà inviare per via telematica la domanda di emersione all’agenzia delle entrate. L’emersione progressiva consente, infine, di avere un periodo di tempo (fino a un massimo di 24 mesi, e sempre che il piano riceva il via libera dei Cles) per sanare abusi in campo edilizio, urbanistico e ambientale, oppure relativi alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

- Gli incentivi. In entrambi i casi i risparmi fiscali e contributivi dureranno tre anni sia per i datori sia per i lavoratori. I primi pagheranno un’imposta sostitutiva del 10% per il primo periodo di imposta, del 15% per il secondo e del 20% per il terzo. Mentre l’incremento del reddito imponibile emerso sarà esente da Irap (l’imposta regionale sulle attività produttive). Gli sgravi contributivi, invece, consistono in un’aliquota ridotta pari al 7% il primo anno, al 9% il secondo e all’11% il terzo. Ridotti anche i versamenti all’Inail, per il 75% il primo anno, 70% e 65% gli anni seguenti. Per quanto riguarda i lavoratori, non pagheranno contributi previdenziali, mentre sui redditi emersi corrisponderà un’imposta sostitutiva pari al 6% il primo anno, l’8% il secondo e il 10% il terzo.

- Edilizia e part-time. Il dl prolunga di cinque anni, fino al 31 dicembre 2006, gli sgravi contributivi a favore delle imprese edili previsti dall’articolo 29, comma 5, della legge 341/95, e relativi a operai con un orario di lavoro non inferiore alle 40 ore settimanali. Il provvedimento rinvia poi di un anno, al 30 settembre 2003, il termine di scadenza per l’efficacia dei contratti part-time, che erano in corso al momento dell’emanazione del dlgs 61/2000 (che, attuando una direttiva Ue sul lavoro a tempo parziale, aveva fatto salvi i contratti in corso per un periodo non superiore a un anno).