L’emersione a quota 3.854

05/06/2003




          Giovedí 05 Giugno 2003
          NORME E TRIBUTI
          L’emersione a quota 3.854

          Bilancio della sanatoria «progressiva»

          SAVERIO FOSSATI


          ROMA – Un insuccesso annunciato: solo 3.854 lavoratori sono usciti alla luce con la regolarizzazione "progressiva" del lavoro sommerso (articolo 1 bis della legge 383/01). A presentare i «piani di emersione» ai Cles (Comitati per il lavoro e l’emersione del sommerso) sono state 1.029 aziende. I dati sono stati presentati ieri nel corso della risposta governativa a un’interrogazione parlamentare alla Camera. La regolarizzazione "automatica" si era chiusa il 30 novembre scorso con 1.794 aziende aderenti. In totale, quindi, poco più di 2.800 aziende hanno aderito alle soluzioni proposte per la regolarizzazione.
          I controlli. Lo scarso risultato va registrato nonostante le numerosissime ispezioni Inps (41.630 nei soli primi tre mesi del 2003, il 37% in più dello stesso periodo nel 2002). La serrata sulla vigilanza ha prodotto comunque accertamenti per 67 miliardi di euro di contributi evasi e 59 miliardi per inadempienze di altro genere, per un totale di 126 miliardi. Sempre tra gennaio e marzo 2003 sono state scoperte 7.975 aziende in nero e lavoratori autonomi non iscritti e 21.249 lavoratori totalmente sconosciuti all’Inps.
          I controlli, quindi, ci sono stati eccome: come promesso dal Governo, dopo la politica della carota è arrivato il bastone. Ma le aziende, evidentemente, non si sono fatte spaventare e hanno preferito il rischio di essere scoperte piuttosto che "consegnarsi" nelle mani di Fisco e Inps con la dichiarazione di emersione. La percentuale delle aziende irregolari scovate negli accertamenti era però pari al 52 per cento, cioè l’8% in meno rispetto ai controlli del primo trimestre 2002.
          Un dato che fa riflettere: la via della regolarizzazione non è stata seguita ma è chiaro che molte aziende hanno scelto un’altra strada: assumere in sordina, fingendo semplicemente che il rapporto di lavoro sia iniziato in quel momento.
          Gli ultimi dati. Rispondendo a un’interrogazione a risposta immediata presentata in commissione Finanze della Camera da Mario Lettieri (Margherita), il sottogretario all’Economia Daniele Molgora ha esposto ieri i dati forniti dal lavoro: poco più di 3.800 i lavoratori emersi in questa tornata. Le aziende sono 1.029, di cui 502 nel commercio e servizi e 235 nell’industria. Si tratta, nel 70% dei casi, di imprese molto piccole, con meno di 15 dipendenti. Magro anche il bottino per l’Erario: «Secondo quanto riferito dal dipartimento delle Politiche fiscali – ha detto Molgora – i dati aggiornati al mese di aprile 2003 delle somme, relativamente all’imposta sostitutiva di regolarizzazione da parte dei datori di lavoro, rilevano per il 2002 un importo di 7 milioni di euro e di un milione per il 2003». Mentre per le somme dovute dai lavoratori gli importi sono rispettivamente di 3 e 2 milioni. Lettieri ha «preso atto del sostanziale fallimento della normativa», evidenziando come i dati Istat «indichino un aumento del lavoro nero».