“LeggeBiagi” Dal job on call allo staff leasing

04/05/2006
    N.17 anno LII – 4 maggio 2006

      Pagine da 160 a 167 – Economia

        FLESSIBILIT� / UNA RIFORMA SOTTO PROCESSO
        Legge Biagi a chi piace?

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          Dal job on call allo staff leasing

            La legge intitolata a Marco Biagi fissa le regole del mercato del lavoro. � entrata in vigore il 24 ottobre 2003, quando � stata data attuazione alla legge delega numero 30 dello stesso anno. Ecco alcuni dei punti cardine della normativa

            Lavoro a progetto
            Doveva sostituire le collaborazioni coordinate e continuative in presenza di un progetto o di un programma di lavoro ben determinato. Secondo i critici, controlli nulli hanno fatto s� che molti vecchi ‘co.co.co’, spesso lavoratori a tempo pieno privi di tutele e spacciati per collaboratori al fine di non garantir loro alcun diritto, si siano semplicemente trasformati in ‘co.co.pro’.

            Lavoro a chiamata (job on call)
            Un lavoratore si mette a disposizione per svolgere determinati compiti quando serve all’azienda. Il datore di lavoro ha l’obbligo di corrispondere un’indennit� se il lavoratore sceglie di essere vincolato alla chiamata.

            Part time
            Al di fuori dell’orario ridotto prestabilito, le nuove norme prevedono minori vincoli per la richiesta di straordinari e per stipulare clausole di elasticit�. I contratti collettivi devono stabilirne limiti e motivazioni.

            Lavoro in coppia (job sharing)
            Un unico lavoro e stipendio, due persone che se lo dividono lavorando met� tempo ciascuna. Non vale per i dipendenti pubblici.

            Agenzie per il lavoro
            Le agenzie interinali possono ora svolgere funzioni di ricerca e selezione del personale. Il lavoro interinale, pressoch� immutato, � ribattezzato ‘somministrazione’: il lavoratore dipende dall’agenzia, ma viene impiegato dall’azienda-cliente. Bando alle illusioni, per�: quando non � comandato, il lavoratore non guadagna senza far nulla, poich� in genere la durata dei contratti coincide. Se intere funzioni vengono date all’esterno si parla di ‘staff leasing’.

            Apprendistato
            Fatica a decollare perch� richiede regolamenti regionali. In pratica le aziende, in cambio di ore di formazione, non versano contributi per un periodo di tre anni. Al termine possono dire addio all’apprendista versandogli la normale liquidazione.

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              Retromarcia alla francese

                di Giacomo Leso

                  Manca solo il decreto di applicazione e poi la nuova legge francese per l’accesso dei giovani all’impresa che sostituisce il contestato Cpe, e che � stata pubblicata sulla ‘Gazzetta Ufficiale’ una settimana fa, sar� finalmente applicabile. Il Contratto prima assunzione (Cpe), che ha portato in piazza milioni di ragazzi guidati dal leader degli universitari Bruno Julliard, � stato ritirato il 10 aprile dopo l’annuncio del presidente della Repubblica, Jacques Chirac, preoccupato dal crollo nei sondaggi d’opinione della sua popolarit� (meno 20 punti negli ultimi due mesi) e di quella del suo primo ministro, Dominique de Villepin (meno 13 punti nell’ultimo mese), oltre che da una piazza sempre pi� agitata e a rischio di incidenti.
                  La nuova legge viene fuori dritta dritta dagli uffici dell’Ump, il partito
                  di maggioranza guidato con pugno di ferro dal ministro dell’Interno, Nicolas Sarkozy, l’unico nella destra che, promuovendo il dialogo con i sindacati e gli studenti, ha fatto la figura del mediatore saggio.

                  Nei sondaggi per� anche lui soffre (e si fa superare sia al primo, sia al secondo turno di un’ipotetica corsa presidenziale da celebrare fra un anno, dalla socialista S�gol�ne Royal), perch� finora si era proposto come il profeta della ‘rottura’ con il sistema Chirac e aveva avanzato idee sul lavoro ben pi� liberali di questo Cpe. Del contratto a durata indeterminata, con possibilit� di licenziamento senza giusta causa nel periodo di prova dei primi due anni per i minori di 26 anni, che il primo ministro voleva applicare a tutti i costi, in questa nuova legge non rimane nulla. Il nuovo testo prevede di accordare un aiuto a tutti i datori di lavoro francesi che intendano "assumere con un contratto a durata indeterminata" un giovane fra 16 e 26 anni, poco qualificato, o residente in una Zona urbana sensibile (cos� sono chiamate in politichese le 500 banlieues povere), o che sia titolare di un ‘contratto di inserzione nella vita sociale’. Il montante dell’aiuto all’impresa dovr� essere fissato per decreto, ma non dovrebbe superare i 400 euro al mese per il primo anno e i 200 euro per il secondo.

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                    Noi quarantenni merce in esubero

                      di Aldo Nove*
                      *Aldo Nove ha appena pubblicato per Einaudi
                      ‘Mi chiamo Roberta, ho quarant’anni, guadagno
                      250 euro al mese’, (pagine 182, 12,50 euro), un
                      libro inchiesta in 14 storie sul lavoro flessibile in Italia

                        Quella del precariato � la nuova, radicale sfida che la nostra societ� deve affrontare. Una societ� mutata per sempre, a una velocit� straordinaria. Nell’impossibilit� di concepire un futuro, sempre pi� ridotti a consumatori di sogni immediati, ci muoviamo per riflessi condizionati all’interno di un sogno sempre pi� breve e frastagliato, dai margini indefiniti. La parola d’ordine � ‘presente’, ma questo presente � drogato e da anni ha incominciato a marcire. La mia generazione, quella dei quarantenni, attende il debutto in societ� pur sapendo che i tempi fisiologici che si approssimano sono invece quelli della pensione, anche se la pensione non esiste pi�. La mia generazione ha saltato il turno della storia, con un pugno di mosche in mano non guarda da nessuna parte, guarda la televisione che gli dice che sta bene e cerca di convincersene con uno sforzo terrificante e improduttivo.

                        Il precariato � la cifra che riassume questa condizione di ‘trasparenza’ sociale, di riduzione della propria esistenza a lapsus, in un gioco linguistico dove lo slogan pubblicitario � valore assoluto: tecnicamente, proprio per le nuove leggi linguistiche che ci sovrastano, � impossibile porre altri valori che non siano pubblicitari. Le agenzie interinali, i nuovi contratti fondati sulla cosiddetta e mai abbastanza deprecata legge Biagi, sono l� a far da paletto a questa nuova realt�. "Siamo merce in esubero": questa � la frase che adotterei se volessi sintetizzare una condizione attuale comune. Smentirla � facilissimo. Basta sognare. � quello che abbiamo fatto, che continuiamo a fare. Ma poi ti viene voglia di svegliarti.

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                        Anche l’amore diventa precario

                          di Vittoria Rando

                            "Mi piaceva una ragazza concosciuta al lavoro", ricorda lo scrittore Andrea Bajani, co.co.co della prima ora: "Solo che le ho fatto la corte a modo mio: troppo lentamente. Cos� quando, a sorpresa, non le hanno rinnovato il contratto ed � andata via, ci sono rimasto malissimo". Effetti collaterali del precariato: Bajani, che il 2 maggio � nelle libreria con ‘Mi spezzo ma non m’impiego’ (Einaudi), reportage satirico sul lavoro al tempo della legge Biagi, ci ha riflettuto un po’ su. E alla tavola rotonda sulla seduzione organizzata a Milano per la Festa di San Giorgio dei libri e delle rose, ha fatto il punto su che cosa provocano nella vita sentimentale i contratti di tre, sei, nove mesi (quando va bene). "A quarant’anni, altro che mutuo e famiglia: convivi con dieci persone, dai 18 anni in su, in un caos fisico e mentale che ti impedisce perfino di portarti una ragazza in stanza. Se poi stai ancora con i genitori, peggio: sei costretto ad aspettare che vadano in chiesa per sgattaiolare in camera da letto, come a 16 anni". Per le donne il guaio si prolunga: "Vorrai mica avere un figlio? Ti presenti dal capo, il cui computer si accende con la marcia dell’Aida e le foto di pargoli immancabilmente biondi e moglie immancabile abbronzata, e quello ti dice: ‘Una notizia bellissima, cara signorina (ovviamente non si ricorda il tuo nome) ed � giusto che lei si dedichi alla sua nuova missione, far la mamma. A tempo pieno’. Ovvero: contratto non rinnovato". Ma anche per i maschi � grigia: un tempo ‘una buona posizione’ e un buono stipendio scioglievano anche i cuori femminili pi� duri. Adesso? "L’unica speranza � trovare una ancora pi� povera e precaria di te". Metterla in positivo? In fondo anche Giacomo Casanova, il pi� grande seduttore italiano, non ha mai avuto un lavoro fisso ed � stato spesso poverissimo: "Il neo-serial seduttore?", si chiede Bajani, "� una soluzione. E forse una inevitabile tendenza: storie a progetto, relazioni co.co.co. Con la stessa scadenza dei contratti di lavoro".