Legge sul lavoro, verso novità sulle attività usuranti

19/01/2010

Criteri di priorità per l’accesso al pensionamento dei lavoratori impiegati in attività usuranti. Apprendistato che diventa assolvimento alternativo dell’ultimo anno di scuola dell’obbligo. Università che dovranno fornire i dati sui laureati alla borsa nazionale del lavoro. Cancellazione dell’articolo 25 sul riscatto dei periodi di congedo di maternità o parentale extra rapporto di lavoro, che accorda la possibilità di accesso ai benefici solo a chi fa domanda in costanza di rapporto.
Sono alcuni degli emendamenti – i principali, il totale è di 22 – presentati dal relatore Giuliano Cazzola al ddl lavoro. Essi approdano oggi, insieme ad altri 181, sul tavolo della Commissione di cui lo stesso Cazzola è vice presidente, per l’esame di ammissibilità che cancellerà prevedibilmente un’ampia fetta del corposo totale. Il provvedimento, in terza lettura, arriverà in aula il 25 gennaio, e dovrà poi tornare al Senato (ove era stato largamente modificato) per il sì definitivo.
Di speciale rilievo, come detto, oltre al nuovo impulso che il relatore vuol dare sia alla borsa del lavoro che all’istituto dell’apprendistato promovendolo a sostituto dell’ultimo anno del ciclo scolastico obbligatorio (quello tra i 15 e i 16 anni di età degli interessati), è la regolamentazione (posta proprio dal Senato come condizione necessaria, ma non definita nelle modalità) della priorità d’accesso ai fondi annualmente previsti per il lavoro usurante, che potrebbero non bastare sempre a coprire tutte le richieste. I due criteri indicati da Cazzola nell’emendamento sono la data di maturazione dei requisiti e quella di presentazione della domanda.
Non dal relatore, ma da altri deputati sono arrivati poi emendamenti (unificabili) sul tema delle spese di giudizio per le controversie previdenziali e di lavoro, zero dal 1958, ma che rischiano «di aumentare esponenzialmente – avverte la Cisl – essendo saltato il tetto massimo di mediazione (103 euro) introdotto dopo la prima lettura della Camera».
Da notare infine che una dele modifiche proposte da Cazzola allunga i tempi per il varo dei decreti delegati sulla riforma degli ammortizzatori sociali, i servizi per l’impiego, gli incentivi all’occupazione. I termini passerebbero infatti dai 36 mesi dall’entrata in vigore della legge 247/2007 (dunque fine 2010) a 24 mesi dall’entrata in vigore della legge attualmente in discussione.