Legge Biagi, cabina di regia oggi al debutto

22/01/2004


      Giovedí 22 Gennaio 2004

      NORME E TRIBUTI
      Legge Biagi, cabina di regia oggi al debutto


      ROMA – Si insedia oggi la Cabina di regia che avrà il compito di mettere a "regime" la riforma del mercato del lavoro avviata dalla legge Biagi. Martedì scorso il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ha firmato il provvedimento che costituisce questa particolare task force, con l’intento di armonizzare le disposizioni derivanti dall’attuazione della legge 30/03 tramite il decreto legislativo 276/03. Presieduta dal sottosegretario Maurizio Sacconi, la cabina di regia sarà istituita presso il Gabinetto del ministro e sarà composta da una ventina di componenti (tra cui anche il capo di gabinetto e il capo ufficio legislativo), scelti tra i direttori generali del ministero interessati all’attuazione della riforma, i rappresentanti delle due agenzie ministeriali Italia Lavoro e Isfol e alcuni funzionari degli uffici provinciali del Lavoro. «L’obiettivo – spiega Sacconi – è integrare quanto più possibile tutte le funzioni ministeriali preposte all’attuazione della riforma e garantire tempi molto celeri per la sua implementazione offrendo anche all’esterno una stanza di compensazione per risolvere i dubbi interpretativi». Non solo. Per Sacconi il compito della cabina di regia dovrà essere anche quello di «monitorare l’evoluzione della dottrina, percepire dalle associazioni di categoria e dalle organizzazioni sindacali tutte le problematiche che si incontreranno tenendo in conto anche che siamo in una fase sperimentale e si può sempre intervenire con il decreto delegato per correggere i contenuti». Quello dell’altro ieri è solo uno dei passi fatti dal ministero del Lavoro per attuare il non facile cammino della legge 30/03. Dopo, infatti, il decreto legislativo 276/03 (entrato in vigore lo scorso 24 ottobre), il Welfare ha già emanato, tra l’altro, tre circolari. La n. 1 dell’8 gennaio, per esempio, ha definito e individuato il campo di applicazione delle collaborazioni coordinate e continuative nella modalità cosiddetta a "progetto". Il lavoro a progetto, secondo la circolare 1/04, non è un nuovo requisito legale, ma solo una particolare modalità di svolgimento dell’attività autonoma che caratterizza il rapporto, senza vincolo di subordinazione, secondo i requisiti della continuità, del coordinamento, dell’attività svolta in modo prevalentemente personale. Nella circolare n. 3, invece, il ministero ha illustrato la disciplina del distacco di manodopera che punta a rendere più flessibile il rapporto di lavoro e individua, tra i requisiti per ricorrere al distacco, la temporaneità, l’interesse del distaccante e il consenso del lavoratore. Nella circolare n. 4, l’ultimo dei tre provvedimenti emanati finora nel 2004, il ministero del Lavoro stabilisce che gli accordi in materia di Fondi bilaterali impegnano solo le parti aderenti, con la conseguenza che il mancato versamento dei contributi a questi Fondi non fa venire meno il diritto a benefici e agevolazioni.

      MARCELLO FRISONE