“Legge Biagi 3″ La chance della somministrazione

05/04/2005
    martedì 5 aprile 2005

    sezione: NORME E TRIBUTI – pagina 26

      LEGGE BIAGI
      La chance della somministrazione

      M.FRI.

      MILANO • Non solo assunzione o collaborazione a progetto. La scelta dell’azienda impegnata nella ricerca di personale può passare, infatti, anche attraverso una " terza via" — che, va detto subito, è più costosa — qual è la « somministrazione » di dipendenti fornita dalle Agenzie per il lavoro. Con la riforma Biagi, infatti, le ex società interinali non hanno cambiato solo nome ma sono entrate nella gestione del mercato del lavoro con maggiori funzioni. Adesso, per esempio, oltre che reclutare lavoratori a tempo determinato, possono, tramite lo staff leasing, assumere dipendenti a tempo indeterminato da " girare" in affitto alle imprese utilizzatrici.

      Tornando al test di convenienza per le imprese che volessero valutare la possibilità di ricorrere alla somministrazione, rivolgendosi alle Agenzie per il lavoro, vediamo quali sono i costi in più da sostenere.

      Il costo del lavoratore somministrato. Il lavoratore in somministrazione, assunto dall’Agenzia e non direttamente dall’impresa, ha diritto alla stessa retribuzione « diretta » e « differita » di chi viene impiegato direttamente dall’azienda e ha anche diritto agli stessi " contributi". Inoltre, l’azienda che volesse rivolgersi alle Agenzie dovrà versare il 4% sulla retribuzione corrisposta al lavoratore ( destinato al Fondo per la formazione e l’integrazione del reddito previsto dall’articolo 12 del decreto legislativo 276/ 03) e, infine, corrispondere il " margine" per l’Agenzia che si aggira intorno al 20 per cento. Quindi, il lavoro in somministrazione costa più della co. co. pro., ma anche del lavoro dipendente dell’azienda.

      I " vantaggi" della somministrazione. A fronte di questi costi, però, l’impresa utilizzatrice non sostiene i costi legati ad attività di reclutamento, selezione, assunzione, gestione amministrativa (busta paga, versamenti contributivi e fiscali, dichiarazioni annuali) ed eventuale risoluzione del rapporto. Inoltre, il rischio dell’assenteismo è a carico dell’Agenzia: l’impresa utilizzatrice paga solo le ore effettivamente lavorate. Se il dipendente non si presenta al lavoro non subisce alcun onere e ha il diritto di vedersi sostituito senza costi aggiuntivi il lavoratore ( con effetti positivi sulla produttività). In sintesi, la somministrazione è una forma di gestione del lavoro in azienda oltre che una forma particolare di outsourcing ( che comporta, però, il rapporto di direzione e controllo in capo all’utilizzatore).

        « La differenza di costi a preventivo — assicura Gianni Bocchieri, presidente Apla ( che assieme a Confinterim e Ailt raggruppano le maggiori Agenzie) — viene quindi riassorbita a consuntivo e spiega come mai oggi lo 0,5%, pari a circa 120mila lavoratori Fte, Full time equivalent, della forza lavoro dipendente è in somministrazione »