Legge anti-Biagi, l’Emilia rinuncia

02/02/2005

    mercoledì 2 febbraio 2005

    sezione: ITALIA LAVORO – pagina 20

    La Regione rinvia alla prossima legislatura il progetto per contrastare la flessibilità

    Legge anti-Biagi, l’Emilia rinuncia
    EMILIO BONICELLI
    BOLOGNA • La Regione Emilia Romagna, guidata dal presidente Vasco Errani (ds), getta la spugna. La proposta di legge regionale definita anti-Biagi, pensata cioè per contrastare le nuove norme nazionali sulla flessibilità nel mondo del lavoro, non verrà approvata in questa legislatura. Se ne riparlerà dopo le prossime elezioni amministrative.
    Marcia indietro, dunque, su uno dei punti che era stato presentato come qualificante del lavoro dell’attuale maggioranza. Tre i fattori che hanno determinato la clamorosa svolta. Primo, la recente sentenza della Corte Costituzionale che, alla fine della scorsa settimana, ha respinto la gran parte delle obiezioni contro la legge Biagi presentate da alcune regioni di centro sinistra, tra cui l’Emilia Romagna.


    Secondo, la fortissima opposizione incontrata in Con• siglio regionale e la scarsa determinazione della maggioranza stessa, che più volte ha fatto mancare il numero legale. La scorsa settimana era sceso in campo a Bologna, su invito di Forza Italia, anche il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi, per dare "un segnale forte" in difesa delle nuove norme che da Marco Biagi prendono il nome.


    Lunedì il dibattito in aula è ripreso, ma, dopo quasi due giorni di discussione ininterrotta, in seduta diurna e notturna, non si era nemmeno arrivati a votare il titolo della legge regionale e ancora si doveva superare il muro dei mille emendamenti e dei 5mila sub emendamenti presentati dalla Casa delle libertà. A questo punto l’assessore regionale al Lavoro, Mariangela Bastico, ispiratrice della proposta di legge, ha annunciato il rinvio alla prossima legislatura, dicendo però di non sentirsi sconfitta. Per parte sua la Cdl canta vittoria, e si dice disponibile a discutere e approvare una delibera che dia concreta attuazione alla legge Biagi anche in Emilia Romagna.


    Il terzo fattore che certamente ha pesato in questa svolta è stata l’opposizione compatta alla "anti-Biagi" venuta dal mondo imprenditoriale aderente a Confindustria. I presidenti di tutte le Assindustrie regionali avevano infatti denunciato in un documento i possibili danni al sistema produttivo che la proposta Bastico avrebbe potuto creare. «La flessibilità del mercato del lavoro — si legge nel documento — va compiutamente applicata anche in Emilia Romagna. Una limitazione diretta o indiretta degli strumenti introdotti in modo organico dalla legge Biagi determinerebbe uno svantaggio competitivo per tutta l’economia regionale rispetto ai sistemi europei più avanzati».