Legge 488: Raddoppiati gli stanziamenti e il commercio fa il pieno.

09/02/2001

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Venerdì 9 Febbraio 2001
italia – economia
—pag—11


Raddoppiati gli stanziamenti per il 2000 e il 2001: grazie al recupero di risorse non utilizzate, disponibili 2mila mld Legge 488, il commercio fa il pieno.
Lo scorso anno un saldo attivo di 12.562 negozi.
Anche al turismo destinati finanziamenti aggiuntivi per mille mld

MILANO Il Governo punta decisamente sul settore dei servizi in particolare su commercio e turismo. Come ha affermato ieri il ministro dell’Industria Enrico Letta «complessivamente nel 2001 saranno stanziati circa 4mila miliardi per i bandi della legge 488».

Nel 2000, come ha sottolineato Letta, sono stati stanziati mille miliardi per il commercio e mille per il turismo ai quali si aggiungono i fondi stanziati recentemente dal Cipe. Pertanto, come sottolinea una nota del ministero dell’Industria, i circa 4mila miliardi sono il risultato di fondi stanziati nel 2000 e nel 2001 per i bandi relativi alla legge 488 per commercio e turismo più il recupero di risorse aggiuntive derivanti da capitoli non pienamente utilizzati.

«Raramente — ha spiegato il ministro Letta — si è vista una quantità di risorse di questa grandezza. L’80% dei fondi è destinato alle Regioni "Obiettivo uno", mentre il 20% alle Regioni dell’"Obiettivo due"». Il ministero dell’Industria ha varato i provvedimenti per aprire il bando per la legge 488 che dovrebbe entrare nella fase esecutiva nei prossimi giorni.

Intanto il ministero dell’Industria sottolinea che il commercio al dettaglio è in piena espansione. Secondo i dati resi noti ieri, alla fine dello scorso anno il saldo degli esercizi commerciali del dettaglio ha fatto segnare un attivo complessivo di 12.562 unità, frutto di 65.351 nuove iscrizioni e 52.789 cancellazioni presso i registri delle imprese delle Camere di commercio.

Rispetto al passato si è definitivamente interrotto il trend negativo che durava da almeno una decina d’anni e che, a partire dalla seconda metà del 1999, quando la riforma del commercio ha cominciato a dare i primi risultati, è apparso in netto regresso. Per quanto riguarda i saldi positivi particolarmente elevati registrati in molte Regioni del Mezzogiorno il ministero dell’Industria fa notare che si tratta probabilmente del fatto che in molte realtà commerciali stanno emergendo dall’area del "sommerso".

Il presidente della Confesercenti, Marco Venturi, che ha avuto ieri mattina un incontro con il ministro Letta, ha comunque fatto notare che molti punti della riforma del commercio sono ancora aperti e non pienamente conclusi. Mentre alcune Regioni hanno realizzato quanto dovevano fare in base alla legge di riforma del ’98, rimangono ancora molti capitoli aperti come l’attuazione dei centri di assistenza tecnica dei provvedimenti per le società finanziarie e soprattutto il decreto sul sottocosto. Su quest’ultimo punto il ministro Letta ha affermato che è sua intenzione portare al prossimo Consiglio dei ministri il provvedimento che è stato varato dal Governo in prima istanza in estate ed è stato poi con molte critiche passato al vaglio del Consiglio di Stato dell’Antitrust e delle competenti Commissioni parlamentari.

Un’indagine della Confesercenti ha comunque rilevato che ci sono ancora parecchi punti controversi per quanto riguarda la piena attuazione della riforma. Un punto in particolare riguarda l’operato dei Comuni: in due Regioni, nel Veneto e in Campania, le amministrazioni hanno preso delle iniziative nei confronti dei Comuni mentre le altre Regioni al momento non hanno deciso di intraprendere iniziative specifiche per sollecitare i Comuni ad adeguare gli strumenti urbanistici. Pertanto in molte aree si riscontrano delle difficoltà e come lamenta la Confesercenti questo potrebbe dare adito anche a degli abusi soprattutto riscontrabili nel settore della distribuzione moderna. La Confesercenti ha al riguardo sollecitato anche il ministero a rilanciare sull’Osservatorio nazionale per il commercio e, soprattutto, a migliorare il raccordo tra l’osservatorio nazionale e gli osservatori locali in buona parte rimasti ancora sulla carta. Molte Regioni infatti non hanno ancora dato vita agli organismi di monitoraggio sul settore, organismi ritenuti particolarmente importanti per tenere sott’occhio le tendenze in sede locale.

—firma—Vincenzo Chierchia