Legge 488, in arrivo 2 miliardi €

19/05/2003




              Domenica 18 Maggio 2003
              Legge 488, in arrivo 2 miliardi €

              Sono previste nuove agevolazioni anche per turismo, commercio e artigianato

              BARA FIAMMERI


              ROMA – Arrivano i nuovi fondi per la legge 488. Dopo la delibera Cipe dei giorni scorsi che ha ripartito le risorse del cosiddetto Fondo unico, dal ministero Attività produttive arrivano le prime risposte sulle disponibilità 2003 che complessivamente ammonteranno a oltre 2 miliardi di euro. In particolare, per l’ultimo bando industria aperto il 20 febbraio, le imprese potranno contare su circa 1,2 miliardi di euro, un importo quindi analogo e forse superiore a quello del bando precedente.
              La cifra precisa non è stata ancora comunicata ma, da quanto si apprende da fonti del ministero, è probabile che nei prossimi giorni sarà resa nota ufficialmente e contestualmente alla comunicazione della data di chiusura del bando.
              L’obiettivo è infatti di accelerare il più possibile le procedure della 488 garantendo, allo stesso tempo, certezze sui termini di apertura e chiusura dei bandi annuali che interessano anche le imprese del commercio e del turismo nonchè quelle artigiane (le quali beneficieranno di un bando ad hoc e non saranno più inserite in quello dedicato all’industria) Oltre al bando industria (già aperto) verrà dato il via già nelle prossime settimane alla gara per l’aggiudicazione degli aiuti agli investimenti per la salvaguardia ambientale per il quale saranno a disposizione oltre 300 milioni.
              Altri 600 milioni saranno destinati a finanziare i nuovi bandi per turismo e commercio mentre per il bando artigianato la cifra oscilla tra i 100 e i 200 milioni di euro.
              La disponibilità finanziaria del ministero delle Attività produttive è determinata non solo dall’attribuzione delle risorse del Fondo unico, che ha stanziato 540 milioni per la sola 488 e altri 550 per i contratti di programma, ma anche dalle economie prodotte in questi anni dagli interventi. È proprio grazie all’utilizzazione di tutti i finanziamenti (vecchi e nuovi) che sono stati assegnati per gli aiuti alle imprese che il ministero guidato da Antonio Marzano conta di poter mettere in moto fin da ora una volano di risorse «più che significativo».
              Da non dimenticare, peraltro, che il bando industria appena aperto arriva quasi contestualmente alla chiusura del precedente, e che attualmente è ancora in corso il Pia formazione (265 milioni) e quello per le isole minori (52 milioni) mentre sono stati chiusi nelle scorse settimane i due bandi su turismo e commercio che hanno messo a disposizione delle imprese oltre 420 milioni di euro.
              Le disponibilità per vecchi e nuovi bandi non sono dunque ipotetiche. E, peraltro, come più volte è stato sottolineato nei giorni scorsi, potrebbero essere ulteriormente incrementate dal Fondo unico a cui in caso di necessità si potrebbe far ricorso.
              È evidente, però, che questa chance è percorribile solo nel caso in cui il ministero delle Attività produttive dimostrasse – dati alla mano – che le risorse a disposizione sono insufficienti nonostante l’efficienza e l’efficacia degli interventi finanziati. Una prova che può essere però facilmente confutata ove risultassero ingenti le economie provocate da revoche o rinunce (non solo per la 488 ma anche per i contratti di programma). È evidente che le «economie» rischiano di diventare sempre più elevate se non verrà rispettato un principio fondamentale: la certezza dei tempi per chi decide di investire. Una prima opportunità potrebbe essere il bando industria-ambiente che uscirà nelle prossime settimane (forse già a maggio).
              Rispetto alla procedura iniziale che prevedeva una serie di incroci tra i parametri indicati dall’impresa e quelli di riferimento dell’amministrazione è stata introdotta una fortissima semplificazione.
              In sostanza il ministero richiederà alle imprese di dichiarare la riduzione di impatto ambientale realizzata attraverso l’investimento sulle emissioni atmosferiche, il risparmio idrico e lo smaltimento dei rifiuti.