“Legge 30.1″ Legge 30, va abrogata o modificata?

28/01/2005

    giovedì 27 gennaio 2005

    pagina 11

    Prosegue il confronto sul programma della Gad

    Legge 30, va abrogata o modificata?

      Negli anni Novanta è nata in Italia una nuova categoria di lavoratori che piace alle imprese: costano di meno, possono essere utilizzati per una pluralità di prestazioni, sono spesso privi di diritti sindacali. Si tratta dei cosiddetti lavoratori flessibili. Il fenomeno della crescente precarizzazione del lavoro è stato analizzato recentemente dall’Eurispes. Solo per pochi fortunati il contratto atipico si limita ad essere un’opportunità di primo inserimento lavorativo. L’ingresso nel mondo del lavoro da precario tende a cristallizzarsi, tanto che per il 67,8% delle persone tra i 33 e i 39 anni l’atipicità ha assunto un carattere permanente. Si rimane precari anche alle soglie dei 40 anni, con quello che ne consegue: impossibile ottenere un mutuo, crollo dei consumi, nessuno se la sente di mettere al mondo dei figli. «La flessibilità purtroppo – osserva Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes – in Italia è stata interpretata soltanto come possibilità per l’imprenditore di modificare in qualsiasi momento le condizioni del rapporto di lavoro (e quindi anche le modalità di cessazione del rapporto di lavoro) con il proprio dipendente e non come strumento in grado di rendere flessibile l’organizzazione stessa del lavoro». Tutto ciò non ha però portato vantaggi al sistema produttivo italiano, agli ultimi posti per la competitività. Il governo Berlusconi con la legge 30 ha istituzionalizzato il lavoro precario. Questa legge va abrogata o modificata? Come si batte la precarietà? Su questi temi è in corso il confronto nella Gad. Ecco cosa ne pensano i responsabili di Margherita, Rifondazione e Ds.

      Ro. Fa.